Abruzzo, il 2025 è il quarto anno più caldo dell’ultimo mezzo secolo

3 Gennaio 2026
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In Abruzzo prevista rimonta dell’alta pressione

Il rapporto del Centro Cetemps dell’Università dell’Aquila conferma la tendenza: tutti gli anni più caldi dopo il 2000

CHIETI – Il 2025 è stato un anno più caldo e più secco della media per l’Abruzzo. Lo conferma il rapporto sul clima elaborato dal Centro di Eccellenza Cetemps dell’Università dell’Aquila, che registra un’anomalia media regionale di +1°C rispetto al riferimento climatologico 1991-2020 e una diminuzione delle precipitazioni dell’8%.

Si tratta del quarto anno più caldo nella serie storica avviata nel 1974 e del ventiduesimo più secco. Il quadro generale mostra un Abruzzo diviso tra masse d’aria fresche e umide provenienti dal Nord Atlantico e correnti da sud che hanno ridotto le piogge sul medio versante adriatico. Il risultato è una regione sempre più segnata da estremi termici e idrici, con Chieti e la sua provincia tra le aree più rappresentative di questa tendenza.

Nel dettaglio provinciale, Guardiagrele ha registrato un’anomalia positiva di +0.4°C rispetto al valore medio climatico, collocandosi comunque tra i comuni meno colpiti dal rialzo termico rispetto ad altre zone dell’Abruzzo interno come Campotosto (+2.0°C).
Diverso il quadro sul fronte delle precipitazioni: Lanciano figura tra le località più aride dell’intera regione, con un calo stimato intorno al -42% rispetto alla media.
Dati che si inseriscono in una tendenza ormai consoli tutti gli anni più caldi sono successivi al 2000, mentre i più freddi restano concentrati nei decenni precedenti. Il 1976, ad esempio, fu l’anno più freddo (-1.7°C) e più piovoso (+30%), mentre il 2024 detiene ancora il primato per le temperature record (+1.8°C).

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