Fiamma olimpica a Teramo, tra i tedofori c’è Mattia Gatti: un racconto di sport, inclusione e resilienza

2 Gennaio 2026
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Domani il 17enne di Ancarano correrà con il maestro di taekwondo: una storia che va oltre Milano-Cortina 2026

TERAMO – Il passaggio della fiamma olimpica a Teramo, previsto per il 3 gennaio, sarà segnato da una testimonianza di grande valore umano. Tra i tedofori diretti verso Milano-Cortina 2026 ci sarà Mattia Gatti, 17 anni, di Ancarano, ragazzo con una malattia rara e una neurodiversità, che porterà la torcia accompagnato dal suo maestro di taekwondo Michele Maloni.

Una presenza che trasforma il momento sportivo in un messaggio di inclusione concreta. La storia di Mattia è iniziata con un percorso complesso, fatto di cure precoci e terapie continue. L’incontro con il taekwondo, avvenuto a 13 anni su indicazione medica, ha rappresentato una svolta: lo sport è diventato strumento educativo, di crescita personale e di rafforzamento dell’autonomia. Accanto a lui, Maloni ha assunto un ruolo che va oltre l’allenamento, diventando punto di riferimento anche sul piano umano.

Il 3 gennaio avrà inoltre un significato speciale per la famiglia: Mattia accenderà idealmente la torcia del padre Danilo, già tedoforo alle Olimpiadi di Torino 2006, in un simbolico passaggio di testimone tra generazioni. Come ha sottolineato la madre Claudia Iaconi, non si tratta di una favola ma di una storia reale, costruita giorno dopo giorno grazie a un lavoro di squadra fatto di competenze, fiducia e sostegno.

A Teramo la fiamma olimpica non porterà solo il simbolo dei Giochi, ma un messaggio chiaro: l’inclusione funziona quando viene praticata davvero, nello sport come nella vita quotidiana.

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