L’Aquila Capitale della cultura, arrivano gli “ambasciatori” della città per migliorare la qualità dell’accoglienza

30 Novembre 2025
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Facciata di Palazzo Margherita illuminata con la proiezione “L’Aquila Capitale italiana della Cultura”, simbolo delle iniziative in vista del 2026. Atmosfera serale durante uno degli eventi preparatori dedicati all’identità cittadina

La Giunta comunale approva il progetto di formazione rivolto a operatori, associazioni e commercianti: al termine del percorso otterranno la qualifica di “ambasciatori della città della cultura”. Biondi: “Il 2026 sarà un anno straordinario e vogliamo che ogni persona si senta protagonista”

L’AQUILA – Migliorare la qualità dell’accoglienza, rafforzare le competenze degli operatori e valorizzare l’identità culturale cittadina. In vista dell’anno da Capitale della cultura, la giunta comunale ha approvato il progetto “L’Aquila città accogliente: gli ambasciatori della città della cultura”, un programma che punta a coinvolgere commercianti, associazioni e operatori attivi a contatto con il pubblico, trasformandoli in figure capaci di raccontare identità e storia della città.

L’iniziativa, già valutata positivamente dal Comitato dei garanti, introduce percorsi formativi gratuiti dedicati a chi vive quotidianamente la dimensione del servizio: esercenti, volontari, associazioni sportive, realtà culturali. Al termine del percorso, i partecipanti otterranno la qualifica di “Ambasciatori della città della cultura”, assumendo un ruolo attivo nella promozione del patrimonio storico e dei valori identitari aquilani.

Il progetto si inserisce nel quadro delle azioni preparatorie verso l’anno in cui L’Aquila guiderà la scena culturale nazionale: un programma diffuso di eventi e progetti volti a rafforzare la coesione sociale e la capacità di racconto della città.

“Il 2026 sarà un anno straordinario e vogliamo che ogni persona che vive e lavora in città si senta protagonista – ha dichiarato il sindaco Pierluigi Biondi – Con gli ‘ambasciatori della città della cultura’ trasformiamo l’accoglienza in un gesto collettivo: un modo per dire ai visitatori che L’Aquila non è solo da vedere, ma da capire e da vivere, con il calore della sua comunità”.

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