D’Angelo replica alle critiche di Agostinelli: «Gli enti locali sono vittime di un vuoto normativo». Il Comandante Vittorini: «Giurisprudenza non univoca da trent’anni»
TERAMO – La Provincia di Teramo interviene dopo la nota diffusa dal sindaco di Campli, Federico Agostinelli, sulla recente decisione del Giudice di Pace che ha dichiarato illegittime le multe elevate con l’autovelox sulla SP3. In una nota, l’ente chiarisce il quadro normativo e precisa che la vicenda non può definirsi conclusa, come sostenuto dal primo cittadino.
«Nessun autovelox in Italia è omologato – si legge nella nota del presidente Camillo D’Angelo – perché la procedura del Ministero dei Trasporti non è mai stata attuata. Tutti i dispositivi sono quindi approvati e tarati, ma non omologabili». Un’anomalia che da oltre trent’anni produce interpretazioni giurisprudenziali diverse e che ha spinto anche la Provincia di Cuneo, insieme a Teramo, a rivolgersi al Presidente della Repubblica per chiedere una soluzione normativa.
Il comandante del Corpo, Pasquale Vittorini, sottolinea che le recenti sentenze «non rappresentano una novità, perché i giudici valutano caso per caso le contraddizioni legislative».
Sul piano politico, il presidente Camillo D’Angelo risponde duramente al sindaco: «Non siamo davanti a un atto conclusivo. La richiesta di dimissioni è ridicola: dovrebbero dimettersi tutti, visto che tutti utilizziamo dispositivi approvati ma non omologati». D’Angelo aggiunge che «gli enti locali sono vittime, non artefici» del vuoto normativo e ricorda che la richiesta di autorizzazione per l’autovelox risale al 2022, quando la Provincia era guidata dal centrodestra.
Il presidente annuncia infine che il limite sulla SP3 tornerà a 90 km/h appena sarà completata la prima parte dei lavori di messa in sicurezza della galleria di Piancarani.