Dalle produzioni TV e Radio ai progetti Digital: trionfano Giappone, Corea, Svezia e Francia. Successi importanti per Rai e Sky Italia
L’AQUILA – Si è conclusa all’Aquila la 78ª edizione del Prix Italia, la prestigiosa rassegna internazionale promossa dalla Rai che premia le migliori produzioni televisive, radiofoniche e digitali del panorama globale. Tra conferme, nuove prospettive tecnologiche e uno sguardo attento ai temi dell’attualità e della memoria, la giuria internazionale ha svelato tutti i vincitori suddivisi per sezioni.
Nel comparto televisivo, la rassegna ha visto una forte affermazione delle produzioni orientali e dei racconti legati alla storia e all’arte. La categoria TV Drama ha incoronato il Giappone con l’opera “The Man Who Carried the Voices of August” targata NHK, capace di invitare il pubblico a riflettere sul passato attraverso un tono al tempo stesso intimo e universale. Il versante documentaristico ha premiato invece la Corea del Sud: il TV Documentary è andato alla NACB per “The Song of Trees“, una poetica narrazione incentrata sull’amore per il pianeta e sull’impegno altruista. Infine, la categoria TV Performing Arts ha visto il successo della tedesca ARD grazie a “Ich will alles – Hildegard Knef“, un ritratto di grande spessore artistico dedicato a una figura iconica del panorama musicale e cinematografico.
La Sezione Radio ha esplorato temi di profonda sensibilità umana e culturale. Nel Radio Documentary si è imposta la svedese Sveriges Radio con “Du som brukade vara min mamma“, uno spaccato toccante e rigoroso sul legame tra madre e figlia di fronte all’avanzare dell’Alzheimer. La categoria Radio Music ha visto trionfare l’austriaca ORF con “Prince – FunkyPurpleAssoziationen“, un percorso sonoro coinvolgente che fonda sapientemente parole, musica e processo creativo. Grande impatto anche per il Radio Drama con il successo della finlandese YLE grazie a “Maitotyttö“, un’opera sulla sensibilità verso la violenza sugli animali che ha saputo conquistare la ripresa dei notiziari nazionali.
I linguaggi digitali hanno visto protagonisti d’eccezione la Rai e le produzioni francesi. Nella categoria Digital Multimedia ha trionfato la Rai con “Techegram” (Direzione Contenuti Digitali e Transmediali), un progetto capace di valorizzare e rendere accessibile ai più giovani il patrimonio d’archivio del servizio pubblico attraverso i codici dei social media. Per il Digital Factual, il riconoscimento è andato a France Télévisions per “Influence mortelle, la face cachée de TikTok“, un’inchiesta acuta e inquietante sugli algoritmi e sui pericoli nascosti della piattaforma. La vittoria per la Digital Innovation è andata invece ad Arte France con “Wednesdays“, che ha saputo coniugare narrazione, dinamiche di gameplay e spiccata sensibilità sociale.
A coronamento della rassegna, un ruolo di primo piano è stato riservato ai Premi Speciali. Il Premio in Onore del Presidente della Repubblica è stato assegnato a “M – Il figlio del secolo” di Sky Italia per la sua capacità di rappresentare graficamente e narrativamente i rischi legati agli estremismi e ai totalitarismi nel mondo contemporaneo. Nella medesima categoria, una Menzione Speciale è stata attribuita a “L’affaire Laura Stern” di France Télévisions, incentrata sul tema dei femminicidi e sulla tutela delle donne.
Per quanto riguarda gli altri riconoscimenti, il Premio Speciale Signis è andato al film sudcoreano “Seong Mul / The Holy Elements” (KBS) per la sua profonda metafora sull’elevazione spirituale e umana, mentre l’Ylab Award, assegnato dalla giuria dei giovani, è andato nuovamente a “Wednesdays” di Arte France, premiato per la capacità di mettere la tecnologia al servizio del supporto emotivo e della connessione tra le persone.