Dopo l’aggressione del 4 settembre al cuoco Mayky Sanchez, il pm Falasca ha sollecitato domiciliari e obbligo di dimora. Il giudice Colagreco deciderà la prossima settimana
FRANCAVILLA AL MARE – A quasi un mese dal brutale pestaggio consumatosi la sera del 4 settembre davanti al locale «Dettagli» di piazza Sirena, a Francavilla al Mare, l’inchiesta coordinata dalla procura di Chieti ha fatto un passo decisivo. Il pubblico ministero Giuseppe Falasca ha chiesto al gip l’applicazione di misure cautelari nei confronti di cinque giovani individuati dai carabinieri come responsabili dell’aggressione a sfondo razziale ai danni di Mayky Sanchez, 26 anni, cuoco italo-dominicano.
Per F.F., ventenne con un passato giudiziario, il pm ha richiesto gli arresti domiciliari. Per gli altri quattro indagati — il fratello D.F., 26 anni, A.P., 20, M.P., 18, e M.P., 22 — è stato invece sollecitato l’obbligo di dimora. Se il giudice Enrico Colagreco accoglierà le richieste, i cinque dovranno restare nelle proprie abitazioni dalle 21 alle 6, con il divieto di uscire nelle ore serali e notturne.
Tutti e cinque sono accusati di lesioni personali aggravate da tre circostanze: l’odio razziale, l’indebolimento permanente di un organo (la mano destra della vittima) e la modalità dell’azione di branco. Secondo la ricostruzione, dopo aver insultato Sanchez con epiteti razzisti — «scimpanzé», «negro di m…» — e aver colpito verbalmente anche la madre e la famiglia, gli aggressori sono passati alle vie di fatto: calci, pugni, morsi, lancio di sedie e persino di un motorino.
Mayky Sanchez, figlio di un imprenditore teatino e di una donna originaria della Repubblica Dominicana, ha riportato fratture, ematomi e una prognosi iniziale di 20 giorni. L’episodio ha scatenato l’indignazione di cittadini, associazioni e istituzioni in tutta la regione, con appelli alla lotta contro ogni forma di razzismo e violenza. Lo stesso Sanchez, a distanza di settimane, ha raccontato di aver lasciato casa per timore e di essere in attesa di riabilitazione, ma con la volontà di tornare presto a lavorare.
Il gip Enrico Colagreco si pronuncerà la prossima settimana, al termine degli interrogatori preventivi introdotti dalla recente riforma della giustizia. La procura ha motivato la richiesta di misure non solo per la ferocia dell’aggressione, ma anche per il rischio concreto che gli indagati possano rendersi protagonisti di nuovi episodi violenti, come quello consumatosi in piena area pedonale di piazza Sirena.