Monsignor Forte porta alla platea messaggio augurale di Papa Leone XIV. Il presidente Marsilio: “L’innovazione scientifica corre, ma la priorità deve rimanere l’etica”
CHIETI – “Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani”. È il monito arrivato dal primario ospedaliero Liberato Aceto, presidente del comitato organizzatore del convegno dal titolo “Il futuro della chirurgia, tra etica, innovazione e sostenibilità”. Un convegno nazionale aperto oggi nella sede teatina dell’università d’Annunzio, i cui lavori terminano domani.
La giornata di oggi ha visto anche la presenza del presidente della Regione Marco Marsilio, dell’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, del sindaco di Chieti Giovanni Legnini, dell’arcivescovo di Chieti Vasto Bruno Forte, oltre che del rettore Liborio Stuppia.
I temi etici sono balzati subito in primo piano: “Il medico deve custodire con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo, e che nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore”, ha sottolineato Aceto, citando l’enciclica di Papa Leone Magnifica Humanitas, “il vero progresso nasce sempre da un cuore aperto all’altro, da un’intelligenza disponibile all’ascolto, da una volontà che cerca ciò che unisce più che ciò che separa”.
“Nel campo della scienza medica, l’innovazione scientifica e le nuove tecnologie rappresentano una grande speranza”, ha dichiarato il presidente Marsilio. “Le tecniche robotiche e l’intelligenza artificiale stanno aprendo strade un tempo impensabili. Tuttavia la priorità deve rimanere l’etica: l’essere umano deve continuare a guidare le macchine e a fissarne gli obiettivi”.
“Bisogna fare in modo”, ha rimarcato il rettore Stuppia, “che le nuove scoperte siano accessibili a tutti i cittadini e che non restino isolate in pochi centri italiani. Certo non è neanche possibile, per motivi di sostenibilità, che siano sparse su tutto il territorio: ecco va trovato il giusto equilibrio, da raggiungere attraverso una programmazione e in questo campo l’università deve avere un ruolo importante”.
Attraverso monsignor Forte, che ha ricevuto una lettera dal cardinale Pietro Parolin, Papa Leone XIV ha rivolto un messaggio augurale alla platea del convegno.