La sede storica del Comune è chiusa dal 2009. Dopo 17 anni il sindaco organizza una visita guidata, insieme all’associazione Scopri Teate, per illustrare lo stato dell’arte
CHIETI – Chiuso nel 2009 a seguito del terremoto dell’Aquila, Palazzo d’Achille riapre le porte ai cittadini. Dopo 17 anni il sindaco Giovanni Legnini organizza una visita guidata, insieme all’associazione Scopri Teate, per illustrare lo stato dell’arte e spiegare i motivi della mancata ultimazione di un cantiere che sembra eterno.
Ad accogliere i partecipanti è proprio lui, che tiene un breve discorso nel cortile del palazzo: “Con questo tipo di attività, che ripeteremo anche in altri cantieri, vogliamo cogliere tre obiettivi. Il primo riguarda una corretta informazione dei cittadini, il secondola promozione della partecipazione della stessa cittadinanza e il terzo è un motivo di trasparenza”.
Circa 200 i partecipanti, tra cui anche l’ex sindaco Diego Ferrara e molti assessori e consiglieri di maggioranza. “Negli anni tra il 2017 e 2019”, dice il sindaco al microfono, “si verificarono gravi inadempienze da parte dell’impresa costruttrice e non so se anche da parte di altri soggetti. Ci sono stati lavori fatti male, che ora devono essere rifatti. Addirittura alcune opere eseguite in quegli anni hanno aggravato le condizioni di sicurezza sismica dello stabile. È un dato che abbiamo scoperto nel corso del processo penale, processo che si è chiuso un paio di mesi fa”.
Dalla conclusione del processo, il Comune ha iniziato a correre per far ripartire il cantiere addormentato. A disposizione c’è un finanziamento di oltre 5 milioni stanziati dall’Ufficio speciale per la ricostruzione. Per prima cosa sono stati affidati i lavori di progettazione. Il tecnico scelto, presente all’iniziativa, è Giampiero Di Primio, lo stesso a cui il tribunale aveva affidato la consulenza tecnica d’ufficio nel corso del processo penale.
Di Primio conferma le parole del sindaco: “Dalla perizia che ho condotto come ctu nel 2020, abbiamo rilevato che ci sono lavori non realizzati a regola d’arte. Dobbiamo ancora capire cosa effettivamente fare, ma se vengono confermate le nostre ipotesi del 2020, purtroppo ci sono delle zone che si devono completamente demolire e rifare. Nel 2020 noi facemmo solo interventi a campione, ora dobbiamo portare a termine valutazioni più dettagliate”.
Legnini invita sia Di Primio che l’assessore ai lavori pubblici Luigi Febo a parlare alla platea e poi la parola passa alle guide di Scopri Teate e inizia la visita guidata. I cittadini salgono così le scale che portano al primo piano dello storico palazzo, dove c’erano la sala consiliare e l’ufficio del sindaco. Alla mente tornano le immagini degli affollati consigli comunali, quando i consiglieri erano ancora 40, di Nicola Cucullo seduto dietro alla scrivania della sua stanza, posto ceduto poi a Francesco Ricci, che ha dovuto chiudere il palazzo sul finire della consiliatura.
Da 17 anni il Comune è ora in affitto nella sede della ex Banca d’Italia in corso Marrucino a circa 10mila euro al mese. E dunque, spiega Legnini, “per l’ultimazione dell’opera, nell’individuare la ditta, ora per noi il fattore tempo è più importante di quello economico”. Il cronoprogramma prevede un percorso a marce forzate, con l’Ufficio speciale per la ricostruzione che si occuperà della gara d’appalto: se tutto va secondo i piani, i lavori potrebbero iniziare a primavera.
Nel frattempo il sindaco sta per andare in Procura per depositare un esposto sull’ennesimo furto di cavi di rame in città, questa volta proprio ai danni di Palazzo d’Achille.