Sextantio, il modello di Santo Stefano di Sessanio finalista al “Change Maker of the Year 2026” a Marrakech

16 Settembre 2026
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Il progetto di ospitalità diffusa ideato da Daniele Kihlgren entra nella top 3 mondiale del prestigioso premio dedicato al turismo esperienziale di alta gamma. Un riconoscimento che celebra la tutela dei borghi e dell’identità locale

SANTO STEFANO DI SESSANIO – Da un piccolo borgo delle aree interne abruzzesi ai riflettori della scena internazionale. Il modello Sextantio, nato a Santo Stefano di Sessanio, è stato selezionato tra i tre finalisti mondiali del Change Maker of the Year 2026, riconoscimento assegnato durante l’evento Pure Life Experiences a Marrakech. Daniele Kihlgren, fondatore del progetto, concorre al premio insieme ai creatori di importanti realtà internazionali in Zimbabwe ed Ecuador.

La nomination premia un’avventura imprenditoriale e culturale iniziata alla fine degli anni Novanta in un paese a rischio spopolamento. L’idea di fondo è rimasta intatta nel tempo: recuperare l’antico patrimonio edilizio senza alterarne forme, materiali e armonia con il paesaggio, realizzando un’ospitalità diffusa integrata nel tessuto storico anziché cementificare il territorio. Un approccio replicato poi anche a Matera e diventato punto di riferimento per le comunità che lottano contro lo spopolamento.

Negli ultimi anni, l’esperienza di Sextantio si è estesa anche al patrimonio gastronomico. Nel 2025 è nato Sextantio Cucina, un progetto sviluppato in collaborazione con il Museo delle Genti d’Abruzzo a seguito di un lavoro di ricerca che ha portato al recupero di oltre settanta ricette tradizionali locali, molte delle quali mai pubblicate prima. La cucina è stata affidata allo chef abruzzese Dino Como, forte di un lungo percorso al fianco dello chef tre stelle Michelin Niko Romito.

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