Promosso da Confindustria Abruzzo Medio Adriatico e dai tre Atenei regionali, il nuovo organismo punta a trasformare 120 brevetti universitari in prodotti per il mercato
PESCARA – Centoventi brevetti già sviluppati, oltre 400 aziende potenzialmente interessate e un vasto patrimonio di competenze nei settori delle biotecnologie, del farmaceutico, delle scienze della vita e dell’agroalimentare pronto a trasformarsi in innovazione industriale. Sono i numeri con cui prende il via il nuovo Centro di Trasferimento Tecnologico Associativo (CTT) di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, nato per creare un ponte concreto tra il mondo della ricerca accademica e il sistema produttivo regionale.
L’iniziativa è stata presentata nella sede pescarese durante l’incontro “Innovazione che diventa impresa”, realizzato con il patrocinio delle Università di Teramo, “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara e dell’Aquila. L’obiettivo principale è accompagnare verso il mercato tecnologie che oggi si trovano a un livello di maturità intermedio (tra TRL 4 e TRL 6), ovvero soluzioni già validate e prototipate in laboratorio che necessitano della capacità industriale delle imprese per essere ingegnerizzate e commercializzate.
Ad aprire i lavori è stato Umberto Sgambati, Vicepresidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico con delega all’Innovazione: «L’Abruzzo dispone di un patrimonio straordinario di ricerca e innovazione. La sfida è trasformarlo in valore industriale: il Centro di Trasferimento Tecnologico nasce proprio per accelerare questo processo e rafforzare la competitività delle nostre imprese. Il progetto prende le mosse dall’osservazione dei risultati dei bandi MIMIT dedicati agli Uffici di Trasferimento Tecnologico (UTT) del 2016-2017 e del 2020-2021, che hanno evidenziato segnali positivi in termini di incremento delle attività di scouting, brevetti e contratti di licensing e cessione. Un’esperienza che ha confermato le potenzialità della collaborazione tra ricerca e imprese, ma anche la necessità di rafforzare ulteriormente il collegamento tra questi due mondi».
Il coordinatore del Centro, Giuseppe Rozzi, ha spiegato che il nuovo organismo nasce per far incontrare la ricerca universitaria e il mondo delle imprese. Mentre gli Atenei possiedono laboratori e competenze scientifiche i cui risultati spesso non raggiungono l’industrializzazione, le aziende hanno la capacità produttiva per il mercato ma mancano talvolta di strutture di ricerca e sviluppo. Il Centro colmerà questo divario tramite scouting, partnership e formazione, offrendo alle imprese vantaggi quali la tutela degli investimenti e l’incremento del proprio valore aziendale.
L’analisi dei brevetti evidenzia le specificità dei tre Atenei abruzzesi: l’Università dell’Aquila punta su chimica, edilizia, salute e macchinari (con il 65% dei titoli concessi o depositati); la “d’Annunzio” si concentra sul biomedicale (con l’87% dei brevetti tutelati o commercializzati e il 43% in collaborazione); Teramo è orientata verso salute e Agritech, con il 100% dei progetti nato da partnership esterne.
All’evento sono intervenuti i rappresentanti accademici e del Centro (Arezzo, Iannone, Fratocchi e Olivastri), con le conclusioni del Direttore Generale di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, Luigi Di Giosaffatte, e la moderazione di Laura Federicis. Le imprese possono richiedere informazioni e accedere ai servizi contattando il numero 085432551.