“Francesco giullare di Dio”, in scena a Sulmona il nuovo spettacolo di Mario Fracassi

16 Settembre 2026
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"Francesco Giullare di Dio" di Mario Fracassi

Venerdì 18 e sabato 19 settembre il Cortile della SS. Annunziata ospita lo nuova produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo. Un viaggio poetico, ironico e profondo sull’eredità umana e spirituale del Santo d’Assisi

SULMONA – Venerdì 18 settembre alle ore 21.00, con replica sabato 19 settembre alle ore 10.00, lo scenografico Cortile della SS. Annunziata di Sulmona farà da cornice a “Francesco giullare di Dio”, nuova produzione firmata dal Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con la compagnia Fantacadabra.

Ideato e diretto da Mario Fracassi, lo spettacolo intreccia memoria e attualità attraverso una narrazione che attinge alla radice popolare e visionaria del francescanesimo. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla frammentazione, la scelta di riportare al centro la parabola del Santo d’Assisi risponde al bisogno critico di riscoprire il valore dell’ascolto, della fraternità e della responsabilità verso l’altro e la natura.

Come sottolinea lo stesso regista, l’obiettivo non è la semplice celebrazione, ma un’indagine sulla verità umana dei protagonisti: «Intendiamo restituire la dimensione viva e concreta dell’esperienza francescana. È un viaggio poetico e ironico dentro la vita di Francesco e dei suoi compagni, fatto di parole semplici, dubbi, slanci e contraddizioni, capace di parlare direttamente al presente». L’impianto scenico si avvale di un ricco e articolato lavoro corale che vede sul palco Santo Cicco, Laura Tiberi, Roberto Mascioletti, Eleonora Cipolloni e lo stesso Mario Fracassi. L’allestimento artistico è impreziosito dalle scene di Armando Cipriani, dai costumi di Antonella Di Camillo, dai disegni di Alessandro Leopardi e dagli oggetti e pupazzi curati da Daniela Verna, il tutto accompagnato da una colonna sonora con musiche e canzoni originali composte da Dino Paoloni e Vito Pacchiarotta.

Si tratta di un appuntamento teatrale che unisce comicità, dramma e spiritualità per offrire alla comunità un’occasione di riflessione sul rapporto dell’uomo con il potere, il possesso e il senso più profondo dell’esistenza.

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