Il consigliere regionale e il gruppo comunale denunciano incuria e sporcizia nelle zone dei vecchi impianti per la benzina in via D’Avalos e piazza Duca: «Non mantenute le promesse su bonifica e riqualificazione»
PESCARA – Le aree degli ex distributori di benzina in via D’Avalos e piazza Duca degli Abruzzi sono da troppo tempo abbandonate, diventando così ricettacolo di sporcizia e degrado: il Comune deve intervenire al più presto. È quanto chiede il Partito democratico, che torna a denunciare la situazione di incuria e lassismo con il consigliere regionale Antonio Blasioli e gli eletti del Pd in municipio. «Stanno diventando discariche a cielo aperto», denuncia Blasioli, «incompatibili con il decoro che un’amministrazione dovrebbe garantire: il Comune faccia chiarezza e intervenga sia sul piano amministrativo sia per quanto riguarda pulizia e sicurezza».
Per quanto riguarda in particolare via d’Avalos, Blasioli ricorda che l’impianto è in disuso dal 2023. La normativa prevede che, dopo due anni dalla sospensione dell’attività, il Comune può revocare l’autorizzazione e rientrare in possesso dell’area almeno per garantirne la pulizia. «Ma non c’è traccia di richieste di restituzione e bonifica da parte del Comune», lamentano gli esponenti del Pd.
Blasioli sottolinea poi come, un anno fa, il sindaco Carlo Masci annunciò sui social l’avvio della bonifica in piazza Duca per restituire alla città un’area «viva, curata e accogliente». Nel febbraio scorso invece, sempre sui social, comunicò l’abbattimento del fabbricato annesso all’impianto. «Ma oggi l’area appare abbandonata, con rifiuti e cattivi odori», fa notare l’esponente del Pd, «e ci risulta che le operazioni di bonifica non sarebbero concluse a causa di una divergenza tra Comune e ditta incaricata sulle modalità con cui procedere».
«Se la situazione è questa, ci sembra doveroso che l’amministrazione giustifichi pubblicamente questa mancanza di attenzione al decoro e alla pulizia della città, aggravata dalla distanza tra annunci e soluzione dei problemi», conclude Blasioli, «i cittadini hanno diritto di sapere a che punto siano realmente i lavori, quali siano gli ostacoli che ne impediscono la conclusione, quali siano i tempi previsti e di chi siano le responsabilità».