I piccoli rientreranno per alcune ore nella casa dove vivevano con i genitori. Il sindaco: «La tutela dei minori è passata all’ultimo posto»
PALMOLI – È una giornata segnata dall’attesa e dall’attenzione mediatica a Palmoli, dove i tre bambini della cosiddetta “famiglia del bosco” sono attesi per un rientro temporaneo nella casa in cui vivevano con i genitori, Nathan e Catherine. Il ritorno, disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, avviene a quasi un anno dal trasferimento dei piccoli in una struttura protetta, seguito alla sospensione della responsabilità genitoriale.
I bambini resteranno nel paese per alcune ore, prima di fare ritorno nella casa famiglia di Vasto. Si tratta del primo rientro nell’abitazione concessa gratuitamente dal Comune alla coppia anglo-australiana, immersa nel bosco e interessata da un progetto di ristrutturazione che, nelle intenzioni, dovrebbe accompagnare il percorso verso un possibile ricongiungimento familiare definitivo.
La casa è stata recintata per garantire la privacy della famiglia. Nathan e Catherine si trovano nell’abitazione e hanno chiesto ai presenti di mantenere le distanze. «Per favore, allontanatevi», ha ripetuto Catherine alle persone che si avvicinavano.
Sul posto è arrivato anche il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, che ha espresso forti perplessità sulle modalità individuate per il rientro dei minori. Il provvedimento prevede, infatti, rientri settimanali a Palmoli e incontri protetti a Gissi, con spostamenti lungo le strade dell’Alto Vastese.
«Siamo arrivati all’apertura dell’anno scolastico senza che le indicazioni del consulente tecnico d’ufficio nominato dal tribunale fossero ancora attuate», ha dichiarato il primo cittadino. Masciulli ha sottolineato i disagi legati ai viaggi, soprattutto durante i mesi invernali, con pioggia, nebbia e neve.
A rendere più complessa la situazione, secondo il sindaco, ci sarebbero anche le condizioni della viabilità locale, segnata dai danni provocati dagli eventi atmosferici dello scorso maggio. Tra le criticità citate c’è il crollo del ponte sul Trigno, che ha causato una vittima e continua a creare difficoltà negli spostamenti.
«La vedo una scelta poco rispondente al benessere dei minori», ha aggiunto Masciulli, sostenendo che le principali problematiche indicate dal provvedimento giudiziario sarebbero state affrontate già nei mesi successivi all’ordinanza. «Mi pare che, con questi procedimenti, la tutela dei minori sia passata all’ultimo posto», ha affermato.
Il Comune di Palmoli continua inoltre a sostenere i costi della permanenza dei bambini nella struttura protetta. La retta ammonta a 7.500 euro al mese e, secondo quanto riferito dal sindaco, in dieci mesi ha raggiunto complessivamente i 75mila euro. Una spesa significativa per un’amministrazione comunale di circa 850 abitanti, che attende eventuali contributi da parte del Ministero dell’Interno e dell’ente d’ambito sociale.
«Quando c’è l’interesse dei minori dovrebbe esserci una certa sollecitudine, una certa celerità anche nei procedimenti amministrativi», ha osservato Masciulli, contestando i tempi necessari per attuare le indicazioni della consulenza tecnica. «Se le tempistiche sono queste, noi da questa storia non usciremo», ha concluso.