Pescara, palazzo sul sito del Leon d’Oro: il Consiglio di Stato conferma lo stop ai lavori

11 Settembre 2026
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L'area dove sorgeva il Leon d'Oro, all'incrocio tra corso Umberto e corso Vittorio, interessata dal progetto

Il Tar aveva accolto la sospensiva chiesta da Italia Nostra in attesa del giudizio nel merito: il progetto prevede un palazzo di otto piani all’incrocio tra corso Vittorio e corso Umberto, dove sorgeva l’hotel distrutto dai bombardamenti del 1943

PESCARA – Italia Nostra esprime soddisfazione per l’ordinanza cautelare con cui il Consiglio di Stato, nella camera di consiglio del 10 settembre, ha respinto l’appello cautelare della Biolux Costruzioni, confermando integralmente la decisione del Tar Abruzzo che aveva sospeso l’efficacia del titolo edilizio relativo all’intervento previsto in corso Umberto, sull’area che ospitava l’ex Hotel Leon d’Oro, abbattuto durante i bombardamenti del 31 agosto del 1943.

«Il Consiglio di Stato ha riconosciuto che la vicenda presenta numerose questioni giuridiche complesse che richiedono un approfondimento nel merito», scrive in una nota la sezione pescarese di Italia Nostra, «proprio questa complessità, unita all’impatto urbanistico dell’intervento che comporta un edificio di otto piani nel cuore della città, dieci metri più alto del vecchio hotel, giustifica la scelta di conservare lo stato dei luoghi fino alla decisione definitiva».

«Nell’ordinanza», continua il comunicato, «si legge che la sospensione è necessaria “onde evitare la realizzazione, nelle more del processo e nell’incertezza del suo esito, di un intervento edilizio assai considerevole”». L’associazione si è affidata all’avvocato Luca Presutti del foro di Sulmona. Sarà quindi il giudizio di merito, atteso per maggio, a chiarire questioni che vanno dalla corretta qualificazione dell’intervento alla verifica dell’effettivo rispetto della normativa urbanistica ed edilizia.

«Questa decisione è un passaggio importante nella tutela del paesaggio urbano storico di Pescara, della legalità urbanistica e del corretto uso del territorio», conclude la nota di Italia Nostra, «continueremo a seguire la vicenda, nel rispetto delle istituzioni e con l’obiettivo di garantire che ogni trasformazione urbana avvenga nella salvaguardia dei valori collettivi».

Il Leon d’Oro danneggiato dai bombardamenti del 1943

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