L’Aquila, l’assessore Lancia incontra i Sindaci Emeriti del Friuli-Venezia Giulia

11 Settembre 2026
2 minuti di lettura
Incontro all'Aquila con i Sindaci Emeriti del Friuli-Venezia-Giulia

A Palazzo Margherita un confronto tra la delegazione friulana e l’amministrazione aquilana per trasformare la memoria dei terremoti del 1976 e del 2009 in nuove sinergie tra cultura e turismo

L’AQUILA – Un ponte ideale tra l’Abruzzo e il Friuli-Venezia Giulia, costruito sulla memoria della ricostruzione e proiettato verso nuove opportunità di sviluppo territoriale. Si è svolto questa mattina, nella Sala Conferenze di Palazzo Margherita, l’incontro tra l’assessore al Turismo e ai Gemellaggi del Comune dell’Aquila, Ersilia Lancia, e una delegazione dell’Associazione Sindaci Emeriti del Friuli-Venezia Giulia, arrivata in città nell’ambito di un viaggio culturale per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.

L’appuntamento ha rappresentato un importante momento di dialogo tra due territori accomunati dall’aver vissuto e superato eventi sismici devastanti: il Friuli con il terremoto del 1976 e L’Aquila con quello del 6 aprile 2009. Pur in contesti storici e con strumenti amministrativi differenti, entrambe le comunità hanno affrontato la medesima sfida: ricostruire non soltanto il patrimonio edilizio, ma anche la trama sociale, economica e civile del territorio.

La delegazione dell’Associazione era guidata dal presidente Piero Mauro Zanin, già sindaco di Talmassons ed ex presidente del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, e dal presidente onorario Elio Di Giusto, già sindaco di Bicinicco. Con loro erano presenti Gabriele Marini, già sindaco di Gemona del Friuli, il segretario Amos D’Antoni, già sindaco di Basiliano, il tesoriere Valter Vecchiato, già sindaco di Castions di Strada, Ornella Zucco, già sindaca di Corno di Rosazzo, e Luigi Cortolezzis, già sindaco di Treppo Carnico.

Tra le presenze, particolarmente densa di significato è stata quella dell’ex primo cittadino di Gemona del Friuli, Gabriele Marini. Gemona, tra i centri più colpiti dal sisma del 1976, è stata un simbolo nazionale di rinascita e, all’indomani del terremoto aquilano del 2009, si è fatta promotrice — insieme alla Regione Friuli-Venezia Giulia e alla Provincia di Udine — di concreti interventi di supporto nel vicino Comune di Fossa.

Un legame, quello tra Friuli e Abruzzo, consolidato sul campo: tra il 2009 e il dicembre 2010 furono infatti ben 1.822 i volontari friulani della Protezione Civile impegnati nelle fasi d’emergenza e assistenza alle popolazioni colpite.

Nel corso del cordiale colloquio, l’assessore Ersilia Lancia ha sottolineato il valore di questo patrimonio di esperienze condivise: «Il confronto con i Sindaci Emeriti del Friuli-Venezia Giulia rappresenta un’occasione importante per mettere in relazione esperienze amministrative diverse, ma unite dalla comune capacità di affrontare la ricostruzione e la rinascita delle proprie comunità. Il Friuli ha trasformato l’esperienza del terremoto in competenze, organizzazione e solidarietà, arrivando anche a sostenere concretamente l’Abruzzo dopo il sisma del 2009. Oggi possiamo guardare a questo patrimonio di esperienze con una prospettiva nuova, rafforzando i rapporti tra territori e sviluppando occasioni di collaborazione soprattutto nei settori della cultura e del turismo».

Il tavolo istituzionale ha permesso di andare oltre la semplice rievocazione della memoria, individuando nella promozione del patrimonio naturale e culturale le basi per una cooperazione strutturata tra Abruzzo e Friuli-Venezia Giulia.

In questo percorso di rilancio, un ruolo centrale è giocato dal titolo di Capitale Italiana della Cultura 2026, un passaggio che consente alla città di superare la narrazione legata unicamente alla tragedia sismica, offrendo al Paese l’immagine di un territorio capace di fare della ricostruzione una concreta leva di rinascita culturale, turistica e sociale.

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