Sanità, il Comitato Val Vibrata attacca la Regione: “Nessuna postazione medicalizzata per 83mila abitanti”

1 Settembre 2026
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Nel mirino anche Ostetricia e Ginecologia, Casa di Comunità di Nereto e Pronto Soccorso di Sant’Omero. “È come se la Val Vibrata fosse di troppo”

SANT’OMERO – Nessuna postazione medicalizzata dell’emergenza-urgenza per un comprensorio da circa 83mila abitanti. È uno dei punti più contestati dal Comitato civico per la tutela dell’ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica dopo le notizie sulla riorganizzazione della rete appena approvata dalla Giunta regionale.

«È come se la Val Vibrata fosse di troppo», afferma il Comitato, secondo cui delle 32 postazioni medicalizzate MSA previste in Abruzzo soltanto tre sarebbero destinate alla provincia di Teramo: nel capoluogo, a Giulianova e a Montorio. Alla Val Vibrata resterebbe invece una sola postazione INDIA, con infermiere a bordo, oltre ai mezzi di soccorso di base.

«Insomma: la Val Vibrata è di troppo, non c’è spazio e non ci sono risorse. Parafrasando Carlo Levi, verrebbe da dire che “Cristo si è fermato al Salinello”».

Le critiche si estendono all’ospedale di Sant’Omero. Il Comitato prende atto del possibile recupero dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia generale, inizialmente esclusa, ma denuncia quello che definisce uno “scippo” ai danni di Ostetricia e Ginecologia, reparto per il quale annuncia la prosecuzione della battaglia.

Tra le richieste alla Asl figurano anche l’attivazione dei 12 posti letto di Lungodegenza e l’ampliamento degli spazi del Pronto Soccorso, eventualmente attraverso il recupero dei locali dell’ex modulo Covid. Attenzione viene chiesta inoltre per Medicina Interna, considerata strategica per l’intero presidio.

Preoccupazioni anche sul territorio: secondo il Comitato, la Casa di Comunità Hub di Nereto avrebbe superato i termini previsti per la realizzazione e sarebbe ora a rischio nonostante le rassicurazioni ricevute.

Sul fronte del personale, il Comitato annuncia di voler vigilare sul concorso appena bandito per la direzione della UOC, chiedendo tempi rapidi e una figura di elevato profilo professionale.

Restano poi gli interrogativi sulla convenzione con l’Università dell’Aquila e sul successivo ritorno alla gestione ospedaliera: «Perché la convenzione è stata revocata nel silenzio generale? Qual è il bilancio di quell’esperienza?».

Infine l’appello alle istituzioni locali, giudicate finora “in gran parte latitanti”. Il Comitato chiede quando sarà convocato il Consiglio dell’Unione dei Comuni da tempo annunciato e sollecita una risposta alla presidente Cristina Di Pietro.

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