Il sindacato chiede a Regione e Asl di intervenire sulle criticità dell’emergenza-urgenza e sugli organici. Matteucci: «Ogni anno si ripetono gli stessi problemi»
TERAMO – Il pronto soccorso di Teramo va in affanno per il sovraffollamento e Ugl Salute chiede alla Regione e alla Asl di fare chiarezza sulle misure adottate per fronteggiare le giornate critiche. «Un ospedale che aspira al Dea di secondo livello non può “chiudere” il pronto soccorso per sovraffollamento», sostiene il sindacato attraverso il segretario regionale Stefano Matteucci, il quale sottolinea come il problema riguardi non solo i presidi periferici, ma anche l’hub del Mazzini.
Secondo Ugl Salute, alla carenza nazionale di medici e infermieri si aggiunge, negli ospedali di Atri, Giulianova e Sant’Omero, quella degli specialisti. L’assenza di consulenze nei presidi periferici finisce per spingere verso Teramo anche pazienti di media e maggiore gravità. Il risultato è un progressivo trasferimento di carichi sul Mazzini che, una volta saturo, rischia di far saltare l’intera catena dell’emergenza.
Per il sindacato, però, il problema parte anche dall’assistenza territoriale. Case della comunità e Ospedali di comunità, previsti dal Dm 77/2022, avrebbero dovuto contribuire a ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso. Senza medici di medicina generale e specialisti, sostiene Ugl, il rischio è che le nuove strutture restino sostanzialmente poliambulatori, senza svolgere una reale funzione di filtro.
Critiche anche al sistema di monitoraggio del sovraffollamento attraverso l’indice Nedocs e le misure previste dalla Dgr 493 del 2025. Tra queste, ci sono posti letto riservati al pronto soccorso, dimissioni programmate anche nei festivi, limitazione temporanea dei ricoveri non urgenti, rinforzo del personale e aree di ricovero esterne al pronto soccorso.
«Ogni anno si ripetono le stesse identiche criticità e ogni anno si risponde con gli stessi annunci – dichiara Matteucci – Serve rafforzare davvero l’organizzazione dei pronto soccorso e gli organici, a partire dagli specialisti nei presidi periferici». Matteucci chiede inoltre alla Asl che fine abbiano fatto le admission room e discharge room, «tanto decantate e inaugurate dalla Asl a febbraio di quest’anno», e se siano attualmente utilizzate a supporto dei pronto soccorso.
Il sindacato pone quindi una domanda alla Regione e all’azienda sanitaria: «le misure previste per le situazioni di sovraffollamento sono state effettivamente attivate, oggi e nelle altre giornate critiche dell’estate?»