Stipendi in ritardo, il sindacato chiede certezze sulla tenuta del progetto industriale
ORTONA – La Fiom Cgil Chieti, insieme alla rappresentanza sindacale aziendale (Rsu), torna a lanciare l’allarme sulla situazione Tekne, azienda metalmeccanica specializzato in ingegneria della difesa, dopo il nuovo ritardo nel pagamento degli stipendi. Lo sciopero con assemblea di oggi, 20 luglio, è per il sindacato “una scelta necessaria per informare le lavoratrici e i lavoratori, condividere lo stato della vertenza e assumere una posizione chiara davanti a una situazione che ha ripreso a destare fortissime preoccupazioni”.
Il mancato pagamento delle retribuzioni ha portato Fiom e Rsu a contattare immediatamente sia Tekne sia Nuburu – società americana del settore difesa e sicurezza, che ha firmato un accordo per acquisire il 70% di Tekne, operazione oggi sotto esame del Governo con la procedura di Golden Power – richiamando entrambe al rispetto degli impegni assunti poche settimane fa. “Durante un incontro ufficiale, Nuburu aveva garantito il pagamento degli stipendi fino alla conclusione della procedura di Golden Power. Un impegno non rispettato”, sottolinea il sindacato, ricordando che le rassicurazioni ricevute la scorsa settimana “non hanno trovato riscontro nei fatti”.
Tekne ha confermato la disponibilità al confronto, ma per la Fiom ora non basta: “In questa fase il dialogo da solo non è più sufficiente: servono fatti, certezze e responsabilità”.
A rendere il quadro ancora più delicato è la decisione del NYSE American del 17 luglio, che ha sospeso il titolo Nuburu e avviato la procedura di delisting per il venir meno dei requisiti minimi. “È inevitabile che la contemporanea mancata garanzia sul pagamento degli stipendi e il deterioramento della situazione finanziaria della società alimentino dubbi e preoccupazioni sulla solidità dell’intera operazione”, afferma la Fiom.
Il sindacato chiede chiarezza e intervento istituzionale. Nei prossimi giorni è attesa la decisione del Governo sulla seconda richiesta di autorizzazione nell’ambito del Golden Power, dopo la bocciatura della precedente istanza da parte del ministro Crosetto e della premier Meloni. “Alla luce delle criticità emerse, sarà fondamentale comprendere quale sarà la valutazione dell’Esecutivo su un’operazione che riguarda un’azienda strategica per il territorio, per il settore della difesa e per la nazione”.
Fiom, Rsu e lavoratori rivendicano il comportamento tenuto in questi mesi: “Hanno continuato a lavorare come se nulla fosse, hanno difeso l’azienda e creduto nel rilancio industriale. Adesso quella responsabilità merita risposte e soluzioni”.
Il sindacato avverte: “Non permetteremo che un’azienda con un portafoglio ordini importante venga trascinata nell’incertezza fino a compromettere il proprio futuro. Se dovesse accadere, le responsabilità politiche e industriali sarebbero chiare e resteranno nella storia della nostra regione e nazione”. Tekne, ribadisce la Fiom, “rappresenta un patrimonio industriale, occupazionale e tecnologico che deve essere tutelato”. Da qui la richiesta al Governo: “Assuma rapidamente le proprie determinazioni e preservi continuità produttiva, tutela dell’occupazione e investimenti annunciati. Ci aspettiamo la miglior scelta possibile”.
In caso contrario, la linea è già tracciata: “La Fiom intensificherà ogni iniziativa sindacale e istituzionale necessaria affinché ciascuno si assuma finalmente le proprie responsabilità. Chiediamo a tutte le istituzioni, Prefettura, Regione e Governo, di favorire una volta per tutte questa vertenza che va avanti da tanto, troppo tempo”.