Il consigliere forzista Maurizio Costa punta il dito contro la precedente amministrazione: “Oltre ai 23,3 milioni di deficit emergono nuove criticità su riscossione, cimitero e prestiti”
CHIETI – Dopo le bacchettate dei revisori dei conti al Comune di Chieti, si leva la voce dell’opposizione. A parlare è il consigliere comunale di Forza Italia, Maurizio Costa, per cui la situazione finanziaria del Comune di Chieti è “ad alto rischio dissesto-bis”. Il dito è puntato contro la passata amministrazione Ferrara, accusata di aver lasciato “un’eredità pesantissima”.
“Le storie vecchie sono già state ampiamente valutate, eppure continuano a essere raccontate in modo distorto”, afferma Costa, rivendicando di aver sempre segnalato la fragilità dei conti. “Ho dichiarato pubblicamente che il Comune rischiava di tornare in dissesto. Oggi l’assessore al bilancio Manuel Pantalone non dice la verità ai cittadini: la responsabilità del deficit di 23,3 milioni di euro va attribuita esclusivamente alla gestione precedente del sindaco Ferrara”.
Costa richiama anche il quadro normativo: «L’articolo 52, comma 1-ter, del decreto 73/2021 è chiarissimo: i Comuni devono iscrivere a bilancio il rimborso delle anticipazioni di liquidità. La vostra amministrazione non lo ha mai fatto, ed è per questo che il Ministero ha inviato la notifica di riconsegna delle anticipazioni».
Il consigliere parla poi delle nuove criticità emerse: “Oltre ai 23,3 milioni, hanno chiesto 2,5 milioni di nuovo prestito per rifare gli asfalti. E anche quelle opere destano più di un dubbio. Ma la gravità principale sta altrove: non si sa quanto il Comune incassi davvero dai tributi. La riscossione è ferma, l’Ufficio tributi non è organizzato, non c’è una banca dati aggiornata, non avete affidato nulla a terzi. È una paralisi totale”.
Costa ricorda che “la Corte dei Conti aveva già evidenziato 25 milioni di euro tra Tari e Imu non riscossi, e oggi siamo arrivati a un indebitamento complessivo di circa 60 milioni“. E aggiunge un altro elemento: “La relazione dei Revisori parla di una perdita di esercizio del Cimitero comunale di circa 200.000 euro. E l’incarico da 40.000 euro l’anno affidato a un consulente esterno non ha prodotto alcun risultato concreto”.
Il giudizio politico è netto: “Nel quinquennio Ferrara l’amministrazione non è stata capace di incrementare la riscossione delle entrate correnti. Lo avevamo detto in campagna elettorale e oggi i fatti lo confermano. Sarebbe stato meglio dire la verità ai cittadini fin dall’inizio”.
La conclusione è un attacco frontale: “Ci prepariamo purtroppo a un altro dissesto. Con una differenza sostanziale: il centrodestra ha governato dieci anni senza essere dichiarato fallito dal Mef. Dopo soli cinque anni di centrosinistra, invece, è evidente la gestione mediocre”.