Il sindacato della polizia penitenziaria chiede la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari: “Le Rems non bastano”
PESCARA – Un detenuto ritenuto estremamente pericoloso starebbe creando gravi problemi di sicurezza all’interno della casa circondariale di San Donato, a Pescara. A lanciare l’allarme è Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp, che denuncia una situazione ormai fuori controllo per agenti e detenuti.
Secondo quanto riferito dal sindacato, si tratta di un 28enne già protagonista di episodi gravissimi: nel 2023 avrebbe ucciso un compagno di cella nel carcere di Velletri e, successivamente, si sarebbe reso responsabile di aggressioni e disordini in altri istituti penitenziari, arrivando anche ad appiccare incendi.
“Un detenuto auto ed etero aggressivo sta seminando il panico, tenendo sotto scacco detenuti e poliziotti penitenziari”, afferma Nardella, evidenziando come la struttura pescarese non sia adeguata a gestire un soggetto con un profilo così critico.
Al centro della denuncia anche il mancato inserimento del detenuto in una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), strutture dedicate ai soggetti con disturbi psichiatrici autori di reato. “Avrebbe dovuto essere trasferito in una Rems, ma non ha trovato posto o non è stato accolto perché ritenuto troppo pericoloso – spiega Nardella –. Così è finito in carcere, un contesto non idoneo alla sua condizione”.
Da qui la richiesta, già avanzata in altre occasioni, di riaprire gli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), chiusi definitivamente nel 2015. Secondo il sindacato, il sistema attuale non è in grado di assorbire i casi più complessi. “Le Rems stanno restituendo alle carceri i soggetti più difficili da gestire – sottolinea Nardella – ma gli istituti penitenziari non dispongono né degli strumenti né del personale specializzato necessari”.
Il problema, secondo il Cnpp-Spp, è diffuso su tutto il territorio. A titolo di esempio viene citata la situazione del carcere di Vasto, dove su 145 detenuti ben 56 presentano problematiche legate al disagio psichico, con livelli di gravità differenti.
Nel suo intervento, il segretario nazionale richiama anche i recenti episodi di violenza registrati negli istituti di Vasto e Sulmona, ribadendo la necessità di interventi strutturali urgenti. Tra le proposte, oltre alla riapertura degli Opg, anche la riattivazione di strutture detentive speciali come Pianosa e l’Asinara e un maggiore impiego del Gruppo di Intervento Operativo (Gio) per la gestione delle situazioni più critiche.
“Le soluzioni esistono – conclude Nardella – ma serve la volontà di metterle in pratica per garantire sicurezza, dignità e condizioni adeguate all’interno delle carceri”.