Diciottesima edizione del convegno mondiale di radiometria a microonde, organizzato da CETEMPS e CNR. Tre momenti commemorativi in ricordo di Frank Marzano, fondatore del centro
L’AQUILA – C’è qualcosa di simbolico nel fatto che, in queste giornate di fine aprile, la fisica dell’atmosfera abbia scelto come quartier generale un monastero del Trecento. Il Centro Congressi Luigi Zordan, ricavato nell’ex convento di San Basilio e restituito alla città dopo il terremoto del 2009, ospita da ieri MicroRad 2026, il diciottesimo “Specialist Meeting on Microwave Radiometry and Remote Sensing of the Environment”. Sotto queste volte, sette secoli fa, qualcuno alzava gli occhi al cielo per leggere il tempo e i segni della stagione, mentre oggi si guarda nella direzione opposta: i satelliti orbitano a centinaia di chilometri di altitudine e fissano la Terra dall’alto, raccogliendo temperature oceaniche, profili di umidità, intensità di un ciclone tropicale.
Il convegno è biennale, itinerante, e da oltre quarant’anni si muove fra città europee di forte tradizione scientifica e poli statunitensi della ricerca, da Roma a Firenze, da Helsinki a Boston, Boulder, Fort Collins e Alexandria. Quest’anno tocca a L’Aquila, organizzazione affidata al CETEMPS dell’Università e al Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il patrocinio del Centro di Telerilevamento a Microonde, dell’URSI – l’Unione Internazionale di Radio Scienza – e dell’IEEE, che è poi la più grande associazione mondiale di ingegneria elettrica ed elettronica.
La dimensione dell’evento si legge nelle cifre. Centocinquanta studiosi attesi, diciassette Paesi rappresentati: dall’Italia agli Stati Uniti, passando per Germania, Francia, Svizzera, Romania, Inghilterra, Olanda, Danimarca, Finlandia, Spagna, Svezia, Canada, Giappone, Taiwan, Cina e Corea del Sud. In sala, fianco a fianco, scienziati di EUMETSAT, ECMWF, NOAA, JPL, MIT, oltre agli uomini e alle donne delle agenzie spaziali europea, francese, statunitense, cinese e giapponese. Non capita spesso che una città di settantamila abitanti riunisca in un’aula sola alcune delle competenze che, da qui ai prossimi vent’anni, decideranno come osserveremo l’atmosfera dallo spazio.
A presiedere il comitato organizzatore sono Domenico Cimini del CNR-IMAA e Giulia Panegrossi del CNR-ISAC. Insieme a loro, una rete di ricercatori di CNR, CETEMPS e UnivAQ al lavoro sull’organizzazione da mesi.
Sopra ogni cosa, però, aleggia un’assenza. Frank Silvio Marzano sarebbe stato, naturalmente, in prima fila. Cofondatore del CETEMPS nel 2001, direttore dal 2013, professore di campi elettromagnetici alla Sapienza, illustre meteorologo, Fellow dell’IEEE e della Royal Meteorological Society, Marzano è morto improvvisamente l’8 maggio 2022, a cinquantanove anni, mentre andava in bicicletta a Roma. Un malore fulminante. La comunità scientifica internazionale lo ricorda come quel raro tipo di studioso capace di far convivere il rigore matematico con una straordinaria capacità empatica.
MicroRad 2026 ha deciso di ricordarlo in tre momenti. Il 26 aprile, alla vigilia dell’apertura, la cerimonia del premio IEEE GRSS “Frank Marzano” per le migliori tesi specialistiche e di dottorato. Il 27, la consegna del Fiorino d’Oro, riconoscimento che il convegno assegna a ogni edizione: quest’anno al professor Joel Johnson della Ohio State University, e una consegna speciale post-mortem allo stesso Marzano, ritirata dalla direttrice del CETEMPS Rossella Ferretti per essere consegnata alla famiglia. Giovedì 30, alle 17, sarà la volta del Gutta Aurea, il Marzano Award assegnato dalla fondazione “Per Aspera Ad Astra” – guidata dalla moglie Antonella Barone e dai figli Marianna e Lorenzo – a chi si distingue nelle materie in cui Marzano eccelleva. Quest’anno il riconoscimento andrà a Lisa Milani, della NASA. Sempre nella sessione di chiusura saranno consegnati i premi per le migliori presentazioni orali e poster, dedicati alla memoria di Walter Di Nicolantonio, ingegnere di OHB Italia che faceva parte del team di sviluppo del Microwave Imager della missione MetOp Second Generation e della missione CIMR del programma Copernicus.
Fra i presenti, alcuni volti che a L’Aquila tornano: Francesco De Angelis e Sabatino Di Michele, oggi a EUMETSAT in Germania, e Lucrezia Ricciardulli, scienziata di punta in Remote Sensing Systems a Santa Rosa, in California, dove lavora con i team scientifici di NASA su uragani e venti oceanici. Tutti e tre laureati a UnivAQ: la consueta fuga dei cervelli che per quattro giorni si fa ritorno.
Il programma scientifico prosegue fino a giovedì 30 aprile. Calendario completo, abstract e profili dei relatori sul sito ufficiale microrad2026.it.