Spiagge teramane in ripartenza dopo le mareggiate: balneatori tra pulizia arenili e nodo Bolkestein sulle concessioni

12 Aprile 2026
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Una veduta della spiaggia di Giulianova

Mezzi in azione sulla costa per ripulire gli arenili. Albani (Co.Ba): “Sistema in ripartenza, spiagge pronte in 7-10 giorni”. Sullo sfondo il nodo delle concessioni e degli indennizzi

GIULIANOVA-  La costa teramana si rimette in moto dopo le ultime mareggiate che hanno interessato diversi tratti del litorale, lasciando accumuli di detriti sugli arenili, proprio a ridosso della stagione estiva. I balneatori contano comunque di aprire le proprie strutture nel ponte del 25 aprile.

I mezzi sono tornati a operare lungo le spiagge, per riportare alla normalità le condizioni della costa, con l’obiettivo di garantire in tempi rapidi la piena fruibilità degli spazi balneari.

Secondo le stime degli operatori, la situazione dovrebbe rientrare nel giro di pochi giorni, compatibilmente con le condizioni meteo.

A fare il punto della situazione è Gabriele Albani, segretario del Co.Ba. (il consorzio dei balneari), che descrive una fase già pienamente avviata. «Non è tantissimo quello che si è accumulato – spiega – siamo abituati a queste situazioni. La macchina è in ripartenza e sta andando bene. Nel giro di una settimana o dieci giorni le spiagge saranno pulitissime, tempo permettendo».

Mentre sul litorale si lavora per l’emergenza ordinaria, resta sullo sfondo il tema annoso legato alla riforma del sistema delle concessioni demaniali.

Nei prossimi giorni sarà infatti diffuso lo schema del bando tipo, che farà da base alle gare d’appalto previste a partire da settembre nei comuni costieri abruzzesi.

«La scadenza del 2027 è vicinissima – sottolinea Albani – e i comuni dovranno gestire un numero elevato di gare. Per ogni concessione è prevista una procedura singola, – aggiunge – quindi sarà un lavoro molto impegnativo. Serve partire subito per arrivare pronti».

Resta aperto anche il nodo degli indennizzi per i concessionari uscenti, tema che in Abruzzo riguarda circa 700 imprese balneari.

Sulla questione Albani evidenzia le criticità del quadro normativo: «L’indennizzo previsto è molto limitato. – dice – Negli ultimi cinque anni l’incertezza ha frenato gli investimenti e molti operatori si sono trovati in difficoltà. Non è quanto ci si aspettava dopo decenni di attività — in alcuni casi anche cinquant’anni — ma sarà necessario vedere concretamente cosa accadrà in sede di gara», conclude.


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