Ex Bra imputati per violenza sessuale di gruppo, tra loro anche un calciatore del Giulianova

10 Aprile 2026
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La denuncia di una studentessa riguarda fatti del 30 maggio. Il club: “Condanna netta contro ogni violenza, fiducia nella magistratura”

GIULIANOVA – La vicenda arriva dal Piemonte ma coinvolge anche il calcio abruzzese. Tra i tre ex giocatori del Bra accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa universitaria c’è infatti anche Fausto Perseu, 23 anni, oggi in forza al Giulianova. Con lui risultano indagati Alessio Rosa, 22 anni, attualmente al Ligorna, e Christ Jesus Mawete, 20 anni, oggi al Livorno. Per Rosa viene contestata anche la diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite.

Secondo quanto ricostruito nell’inchiesta della Procura di Asti, i fatti risalgono alla sera del 30 maggio scorso, negli ultimi giorni della stagione che aveva portato il Bra alla promozione in Serie C. La giovane avrebbe trascorso la serata con alcune amiche prima di accettare l’invito di Perseu a raggiungere l’alloggio che divideva con altri compagni. Lì, stando alla denuncia, sarebbe stata raggiunta anche dagli altri due imputati.

Il quadro emerso dalle indagini è pesante anche per le conseguenze sul piano personale. La ragazza, secondo quanto riportato, sarebbe finita più volte in ospedale dopo aver tentato il suicidio. Attualmente è in cura e avrebbe interrotto gli studi per alcuni mesi. Le difese dei tre ex calciatori sostengono invece che non vi sia alcuna responsabilità penale a carico dei loro assistiti.

Sul coinvolgimento di Perseu è intervenuto anche il Giulianova Calcio 1924, che ha diffuso una nota ufficiale. La società ha sottolineato di prendere atto di quanto emerso in queste ore dagli organi di stampa e di voler esprimere “con assoluta fermezza la propria totale condanna verso ogni forma di violenza”, aggiungendo un riferimento esplicito a quella contro le donne, definita “una ferita inaccettabile e vergognosa per l’intera comunità civile”.

Allo stesso tempo il club ha ribadito che “l’accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità è di esclusiva competenza della magistratura”, alla quale viene espressa “la massima fiducia”, precisando che in questa fase ogni valutazione deve restare ancorata al rispetto delle procedure e delle garanzie previste dall’ordinamento. La società ha inoltre fatto sapere di aver già avviato un confronto interno con il calciatore “al fine di valutare soprattutto il suo attuale stato psicologico e personale” e che, all’esito di questo percorso, saranno assunte “con serenità e senso di responsabilità” le decisioni ritenute più opportune, d’intesa con il tesserato.

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