A14 paralizzata dalla frana di Petacciato: divieti ai tir e ipotesi nave per garantire i collegamenti

8 Aprile 2026
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Frana di Petacciato

Ciciliano: “Nessuna viabilità alternativa nell’area di Petacciato”. Divieto ai camion oltre 7,5 tonnellate tra Val di Sangro e Vasto Sud. Deviati treni e attivati i volontari. Il fronte franoso supera i 4 km

ROMA – La frana che da due giorni sta interessando il territorio di Petacciato, in Molise, continua a bloccare uno dei principali corridoi dell’Adriatico. L’autostrada A14 resta chiusa in entrambe le direzioni e, dalla mezzanotte, è in vigore anche il divieto di transito per i mezzi pesanti oltre 7,5 tonnellate tra Val di Sangro e Vasto Sud. Una situazione che la Protezione Civile definisce “in evoluzione”, con un fronte franoso lungo oltre quattro chilometri e non ancora stabilizzato.

La nostra priorità è garantire una viabilità alternativa per i mezzi pesanti e una soluzione su cui stiamo ragionando riguarda l’utilizzo del mezzo navale”, ha dichiarato il capo dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, al termine della riunione di ieri del Comitato Operativo. L’ipotesi del trasporto via mare nasce dall’impossibilità di utilizzare percorsi terrestri: “Nella zona della frana non c’è nessuna viabilità alternativa – ha spiegato – quindi bisogna entrare molto nell’entroterra, con strade non in grado di sopportare il traffico pesante. I tempi si allungherebbero e, con il prezzo del carburante aumentato, l’impatto sui costi dei trasporti sarebbe sostanziale”.

Prima di procedere con l’opzione navale, ha precisato Ciciliano, sarà necessario verificare la capacità dei porti: molti scali della zona hanno un basso pescaggio e non possono accogliere traghetti di grandi dimensioni. L’eventuale utilizzo di porti più attrezzati comporterebbe ulteriori allungamenti dei tempi di percorrenza.

Intanto, i tecnici di Autostrade per l’Italia continuano a monitorare il fronte franoso attraverso la sensoristica installata sull’infrastruttura e sul terreno. Al momento non è possibile prevedere una data di riapertura.

Durante la riunione del Comitato Operativo è stata disposta “l’immediata attivazione del volontariato di protezione civile per fornire assistenza ai viaggiatori in autostrada”. Ferrovie dello Stato ha deviato i treni passeggeri che avrebbero dovuto percorrere il tratto interrotto.

Sul fronte sanitario, pur non emergendo criticità, la Protezione Civile ha chiesto una riorganizzazione delle reti assistenziali per i pazienti con patologie tempo-dipendenti e soluzioni alternative per l’approvvigionamento dei radiofarmaci destinati ai reparti di medicina nucleare.

Le deviazioni consigliate

Con la SS16 Adriatica non percorribile nel tratto interessato, Autostrade indica percorsi alternativi:

  • Veicoli leggeri verso Bari: uscita a Vasto Sud, SS650 Trignina verso Isernia/Campobasso, poi Termoli e rientro in A14.
  • Veicoli leggeri verso Pescara: uscita a Poggio Imperiale, SS16 verso Termoli, poi SS650 Trignina verso Vasto e rientro a Vasto Sud.
  • Lunghe percorrenze e mezzi pesanti verso Bari: A1 Milano–Napoli, poi A16 Napoli–Canosa e prosecuzione verso Bari.
  • Lunghe percorrenze e mezzi pesanti da Bari: A16 Napoli–Canosa verso Napoli, poi A1 Milano–Napoli in direzione Roma.

La frana si è riattivata dopo precipitazioni eccezionali che hanno superato i 200 millimetri in pochi giorni, aggravando una situazione già resa critica dal recente crollo di un viadotto sulla Statale 16 a Montenero di Bisaccia.

La Protezione Civile continua a seguire l’evoluzione del fenomeno “in stretto raccordo con Regioni, enti territoriali e autorità locali”, mentre resta alta l’attenzione sulla sicurezza della popolazione e sulla necessità di ripristinare quanto prima la continuità dei collegamenti lungo l’Adriatico.

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