Porto Canale bloccato dopo il maltempo: il sindaco Masci chiede lo Stato di Calamità e sollecita interventi urgenti

7 Aprile 2026
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Dopo gli effetti del maltempo della scorsa settimana le imbarcazioni non possono uscire in sicurezza dal Porto Canale di Pescara. Il sindaco Carlo Masci chiede in una lettera alle istituzioni regionali e nazionali l’apertura di un tavolo di crisi, la dichiarazione di stato di calamità e interventi urgenti sul porto e in favore dei lavoratori marittimi

PESCARA – L’apertura di un tavolo di crisi per il porto di Pescara, la dichiarazione di Stato di Calamità e la sollecitazione a interventi urgenti dopo gli eventi meteorologici avversi della scorsa settimana. Queste sono le richieste inserite dal sindaco di Pescara, Carlo Masci, in una lettera inviata questa mattina al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Ministero dell’Interno, al Presidente della Regione Abruzzo, al Presidente del Consiglio Regionale, alla Direzione Marittima di Pescara, all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale e, per conoscenza, al Prefetto di Pescara e alle associazioni “Il Maestrale” e “Mimmo Grosso”.

«L’ondata di eccezionale maltempo dei giorni scorsi, che ha colpito duramente l’intero territorio cittadino, ha determinato una situazione di estrema criticità per il porto di Pescara e per l’intero comparto marittimo. A subire le conseguenze di questa paralisi è il cuore pulsante dell’economia del capoluogo adriatico: marittimi, armatori, commercianti, ristoratori e operatori balneari, le cui attività risultano oggi gravemente compromesse», scrive Masci.

Il maltempo ha infatti, influito negativamente su una situazione già critica, in quanto le condizioni del fondale del porto – attualmente oggetto di un intervento di dragaggio –, sono state aggravate dalla presenza di un’imponente quantità di detriti depositatisi alla foce. Il sindaco ha spiegato che il fiume Pescara «raccoglie quotidianamente ingenti quantità di materiali che si riversano inevitabilmente nell’area portuale e anche all’esterno», in quanto il suo “bacino idrografico” attraversa oltre venti Comuni in tre differenti Province.

La portata del recente evento meteorologico ha però determinato conseguenze “gravissime”, sottolinea il sindaco, poiché ha ampliato il fenomeno e bloccato lo scalo, impedendo alle imbarcazioni di uscire e rientrare in sicurezza, portando così «l’intero comparto verso un punto di non ritorno, una stasi totale, una paralisi dalle conseguenze nefaste».

«In qualità di Sindaco, pur nel pieno rispetto delle competenze statali sulla gestione dell’infrastruttura portuale e fluviale, ho il dovere istituzionale di non rimanere inerte», continua Masci nella sua lettera sollecitando una risposta «corale e immediata da parte di tutta la filiera istituzionale», compreso il Prefetto di Pescara a cui il sindaco chiede di controllare con «la massima attenzione l’evolversi di una situazione che investe direttamente la nostra comunità, dal punto di vista economico e sociale».

Tra le richieste esposte dal sindaco figura anche l’attivazione di ristori per gli armatori, la cassa integrazione per i lavoratori marittimi oppure un anticipo sulle normali tempistiche del fermo biologico, in modo che lo stop all’attività pesi il meno possibile sulla famiglie coinvolte.

Masci ricorda infine che la questione dell’insabbiamento è aperta da oltre quindici anni e che, proprio ora che sono arrivati i pareri favorevoli dei Ministeri per il progetto di deviazione del porto, «nulla può essere ulteriormente rinviato». «Il porto di Pescara – conclude il sindaco – rappresenta una priorità assoluta non solo per la nostra città, ma per l’intero sistema logistico regionale. Gli operatori del settore e la cittadinanza attendono risposte concrete e immediate».

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