Una secca nel Porto Canale impedisce a tre pescherecci di attraccare: la marineria pescarese chiede attivazione dello stato di emergenza

3 Aprile 2026
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Secca nel Porto Canale costringe tre pescherecci ad attraccare a Ortona: la marineria pescarese chiede attivazione dello stato di emergenza

L’innalzamento del livello del fiume ha modificato i fondali del Porto Canale creando una secca all’imbocco e costringendo tre barche che rientravano da un’uscita a virare verso Ortona. La situazione già critica del porto di Pescara aggravata da questa ondata di maltempo induce la marineria a chiedere alla Regione di attivarsi per dichiarare lo stato di emergenza

PESCARA – La forte ondata di maltempo, che ha interessato l’intera regione e che ha ingrossato il fiume Pescara, ha impedito nella giornata di mercoledì 1 aprile a tre pescherecci di rientrare nel Porto Canale a causa di una secca provocata da uno smottamento dei fondali. Ora la marineria pescarese incalza la Regione Abruzzo ad attivarsi per richiedere lo stato di emergenza.

Secondo Doriano Camplone, presidente dell’associazione di armatori “Mimmo Grosso”, «la violenza dell’ondata di piena ha modificato le condizioni batimetriche dei fondali con smottamenti sommersi». A causa di questa situazione «sono venute meno le condizioni minime di navigabilità», che in base all’ordinanza 117 del 2025 della Capitaneria di Porto sono obbligatorie per permettere l’uscita dal porto delle imbarcazioni ormeggiate e il rientro di quelle che sono al largo.

L’innalzamento del livello del fiume, e tutto ciò che ne è conseguito nelle ore successive, ha costretto tre imbarcazioni a cercare ospitalità nel Porto di Ortona, dove ancora attualmente si trovano, non potendo fare rientro a Pescara. La difficoltà incontrata dai pescherecci era rappresentata da «una grave secca all’imbocco del Porto di Pescara», sottolinea Camplone, facendo poi anche notare come la criticità non sia da imputare solo allo scompiglio portato dal maltempo, una condizione che ha aggravato la navigabilità per via di un fondale già compromesso da accumuli di sabbia e detriti.

Ed è proprio questo il cuore del problema, che ha portato alla richiesta fatta alla Regione di attivare le pratiche per dichiarare lo stato di emergenza. «Oltre al problema del maltempo di questi giorni, noi abbiamo una marineria bloccata nel porto fino a quando non ci saranno le garanzie di navigabilità in sicurezza», specifica Camplone. La situazione «grave e non più sostenibile» in cui «la marineria è impossibilitata ad andare in mare» merita, sempre secondo l’associazione di armatori, di essere portata all’attenzione del Consiglio dei Ministri.

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