Radioterapia di Chieti, il reparto supera quota mille pazienti l’anno

1 Aprile 2026
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la radioterapia di chieti supera quota mille pezienti l'anno

Nel progetto nazionale Ramsi punteggio 9,3 su 10 per la qualità percepita e 95% di soddisfazione generale. Genovesi: “Un risultato che conferma umanità e precisione della cura”

CHIETI – Il centro di Radioterapia oncologica dell’ospedale “SS. Annunziata” di Chieti si conferma tra le eccellenze nazionali. Con oltre mille trattamenti erogati sia nel 2024 sia nel 2025, la struttura diretta dal professor Domenico Genovesi ha superato le stime nazionali, che prevedono in media 800-900 pazienti l’anno per reparti dotati di due acceleratori lineari.


Il riconoscimento arriva anche dai dati del progetto Ramsi – “Radioterapia amica mia smile in”, che ha assegnato al centro teatino un punteggio di 9,3 su 10 sulla qualità percepita e un indice di soddisfazione complessivo del 95%, basato su 3.691 opinioni raccolte dai pazienti e dai loro familiari attraverso totem digitali presenti nelle sale d’attesa.


Nonostante i ritmi intensi, con doppi turni che garantiscono l’attività dalle 8.00 alle 20.00, il reparto è riuscito a mantenere alti standard di efficienza e umanità. Tra le singole voci di valutazione, spiccano la competenza del personale (9,6) e la puntualità dei trattamenti (9,5), seguite dal comfort degli ambienti (9,4) e dalla qualità dell’accoglienza (9,0).
Un ruolo significativo nel miglioramento dell’esperienza dei pazienti è attribuito all’associazione Ets “Il Tratturo: una Strada per la Vita”, presieduta da Paola Di Renzo, che dal 2009 collabora con il reparto per rendere più umani e accoglienti i percorsi di cura.


Il centro di Chieti fa parte di un circuito ristretto di soli sette centri italiani monitorati dal progetto Ramsi, che valuta mensilmente le performance e pubblica i risultati per stimolare un miglioramento continuo dei servizi offerti. “Garantire questi standard rappresenta una sfida complessa – spiega Genovesi –. I trattamenti attuali, sempre più precisi e selettivi, richiedono tempi maggiori nella preparazione e nell’esecuzione. I risultati ottenuti a Chieti offrono una base oggettiva su cui costruire i futuri programmi di espansione del reparto, con l’obiettivo di mantenere alto lo standard qualitativo raggiunto.”

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