Il comparto regionale vale oltre il 70% del settore dolciario locale. Taffo: “Servono interventi immediati su energia, carburante e lavoro”
L’AQUILA – La Pasqua 2026 arriva in un momento delicato per il comparto dolciario artigianale abruzzese. I dati aggiornati a fine 2025 mostrano un settore diffuso ma sotto pressione: in Abruzzo operano 786 imprese tra pasticcerie e laboratori alimentari, di cui 557 artigiane, pari al 70,9% del totale. Solo nella provincia dell’Aquila se ne contano 199, con 139 realtà artigiane che confermano una forte vocazione territoriale. Ma proprio questo tessuto produttivo, fatto di micro e piccole imprese, oggi deve fare i conti con costi crescenti e personale sempre più difficile da reperire.
A pesare sono i rincari dell’energia, dei trasporti e delle materie prime – cacao, zucchero, burro – che riducono i margini e spingono verso aumenti dei prezzi al consumo. A questo si aggiunge la difficoltà di trovare manodopera qualificata: oltre la metà delle imprese del settore segnala problemi di assunzione, un fenomeno ormai strutturale.
“Queste dinamiche rischiano di incidere direttamente sulla capacità produttiva proprio nei momenti di picco, come quello pasquale, limitando la crescita del comparto anche in presenza di una domanda positiva”, osserva il presidente di Confartigianato Imprese L’Aquila, Angelo Taffo. Nonostante ciò, aggiunge, “le imprese artigiane aquilane continuano a dimostrare resilienza, puntando su qualità, legame con il territorio, innovazione e valorizzazione delle produzioni tipiche”. Ma il contesto, avverte, richiede misure urgenti: “Il settore ha bisogno di un intervento immediato sui costi energetici, sul carburante e sul lavoro”.
Per Taffo, la Pasqua 2026 rappresenta un passaggio decisivo: “Tra tradizione e sostenibilità economica, il futuro delle pasticcerie artigiane passa dalla capacità di affrontare le nuove sfide senza perdere il valore identitario che le contraddistingue e che mantiene vivo uno dei settori simbolo del Made in Italy locale”.