La frana di Silvi finisce sul tavolo della Procura di Teramo: aperto un fascicolo per crollo colposo

1 Aprile 2026
1 minuto di lettura
Frana di Silvi, la Procura apre un fascicolo

Sgomberate nelle scorse ore anche le ultime famiglie rimaste. Il pm oggi sul posto per raccogliere materiale: al momento nessuno è iscritto è nel registro degli indagati

TERAMO – La vicenda della frana che ha colpito Silvi Paese cambia piano e passa da emergenza a possibile caso giudiziario. Nella giornata di oggi il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni ha effettuato un sopralluogo direttamente nell’area interessata dal dissesto, avviando una prima ricognizione sul campo per ricostruire quanto accaduto.

Da questo primo passaggio nasce un fascicolo d’indagine, al momento senza indagati, con l’ipotesi di crollo colposo o altro disastro. Il lavoro della Procura si concentrerà soprattutto sulla storia del versante, per capire se nel tempo siano state rispettate le procedure e se eventuali criticità idrogeologiche fossero già note o sottovalutate.

Tra gli elementi già acquisiti c’è anche la relazione dei geologi intervenuti per conto della Protezione civile nazionale, mentre non si esclude il ricorso a un consulente tecnico per approfondire ulteriormente le cause del movimento franoso. L’obiettivo è distinguere tra un evento eccezionale legato al maltempo e possibili responsabilità connesse alla gestione del territorio.

Nel frattempo, la situazione sul posto resta delicata. Le condizioni del terreno, aggravate dalle piogge, hanno portato oggi allo sgombero anche delle ultime due famiglie che occupavano l’unica abitazione inizialmente considerata utilizzabile. Un provvedimento reso necessario dal rischio concreto di nuovi cedimenti.

Con queste ultime evacuazioni salgono a nove gli edifici interessati tra crolli, danni gravi e sgomberi precauzionali. L’area resta sotto controllo costante, mentre l’indagine appena avviata punta a chiarire se quanto accaduto fosse davvero imprevedibile o meno.

Altro da

Non perdere