Confindustria Abruzzo Medio Adriatico denuncia l’incertezza generata dal taglio delle risorse: “Progetti firmati e ordini irrevocabili ora senza copertura”. Chiesto un intervento immediato del Governo
PESCARA – Il taglio alla copertura finanziaria della Transizione 5.0, introdotto dal recente decreto fiscale, rischia di congelare investimenti già avviati e di mettere in difficoltà decine di imprese abruzzesi. È l’allarme lanciato da Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, che parla apertamente di “significativa incertezza” per il sistema produttivo delle province di Chieti, Pescara e Teramo.
Secondo l’associazione, la misura – considerata uno degli strumenti più efficaci per sostenere la doppia transizione digitale ed energetica – aveva registrato sul territorio “un’adesione ampia e qualificata”, con risultati concreti in termini di efficientamento e competitività. La riduzione improvvisa delle risorse, però, sta generando un effetto domino su investimenti già programmati.
“In molti casi si tratta di iniziative formalizzate con ordini irrevocabili e contratti sottoscritti, per le quali le imprese hanno assunto impegni finanziari sulla base di un quadro normativo che oggi risulta modificato nei suoi presupposti sostanziali”, si legge nella nota. Progetti che ora si trovano “in una condizione di incertezza, priva di garanzie sulla copertura”, con rischi finanziari, operativi e contrattuali che potrebbero ripercuotersi lungo l’intera filiera.
Confindustria richiama anche le parole del presidente nazionale Emanuele Orsini, secondo cui è “indispensabile un intervento tempestivo” del Governo per ripristinare chiarezza e affidabilità del sistema di incentivi. L’associazione chiede indicazioni operative per le imprese che hanno già presentato progetti, una gestione definita delle iniziative rimaste senza copertura e strumenti che garantiscano continuità nella fase di transizione verso i nuovi regimi agevolativi previsti per il 2026.
La vicenda, osserva Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, mette in luce un problema più ampio: la necessità di politiche industriali stabili e prevedibili. “Il rischio è quello di interrompere un percorso virtuoso che ha già prodotto effetti tangibili in termini di innovazione, sostenibilità e competitività del sistema produttivo”.
Da qui la richiesta finale: un intervento correttivo immediato che salvaguardi gli investimenti già avviati e accompagni in modo ordinato il passaggio ai nuovi strumenti incentivanti, garantendo alle imprese “un quadro stabile, credibile e coerente con gli obiettivi di politica industriale nazionale ed europea”.