Una nuova dorsale in fibra da oltre 1.200 km, banda ultra‑larga nei municipi e tecnologie per la sicurezza: così nasce il modello nazionale di “resilienza tecnologica” nelle aree colpite dai sismi
L’AQUILA – Un’infrastruttura digitale pensata per sostenere la ricostruzione post-sisma e, allo stesso tempo, diventare un pilastro della strategia nazionale per la coesione territoriale. È l’obiettivo del nuovo piano annunciato da Infratel Italia, che avvia un investimento da 21 milioni di euro destinato alle aree colpite dai terremoti del 2009 e del 2016. Il progetto, denominato “Potenziamento infrastrutturale per la resilienza della comunicazione” e inserito nella Sub Misura A.1.1 del Piano Complementare al PNRR, punta a trasformare territori fragili in un ecosistema digitale avanzato e sicuro.
Il cuore dell’intervento è la realizzazione di una rete in fibra ottica di oltre 1.216 chilometri, progettata per connettere in un unico anello interregionale ad altissima capacità (100 Gbit/s) i principali Data Center pubblici: L’Aquila, Tortoreto, Ancona, Acquasanta Terme, Foligno e Terni. Una dorsale strategica che rafforza la continuità operativa delle infrastrutture critiche e garantisce maggiore sicurezza in caso di emergenze.
Accanto alla nuova rete, il piano prevede l’attivazione di connessioni a banda ultra‑larga da 1 Gbit/s in 183 sedi municipali distribuite tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. I servizi di connettività saranno gratuiti per almeno cinque anni, offrendo ai Comuni un supporto concreto nei processi di digitalizzazione amministrativa.
Ma il progetto non si limita al cablaggio degli edifici pubblici. Infratel introduce infatti una serie di soluzioni verticali pensate per la sicurezza e la fruizione del territorio: una rete radio dedicata alla Protezione Civile per garantire comunicazioni critiche durante le emergenze e l’installazione di punti Wi‑Fi intelligenti alimentati da fotovoltaico lungo ciclovie e cammini montani, a beneficio di cittadini, escursionisti e turismo lento.
L’intervento si configura come un modello nazionale di “resilienza tecnologica”, grazie anche all’integrazione tra infrastrutture pubbliche già esistenti – che coprono oltre il 50% della rete – e asset acquisiti da operatori privati. Un approccio che consente di ottimizzare le risorse del PNC Sisma e di trasformare aree storicamente penalizzate dal digital divide in hub di innovazione e connettività avanzata.
«Con questo intervento vogliamo confermare il nostro ruolo operativo nella riduzione del divario digitale, portando l’eccellenza tecnologica nel cuore pulsante del Paese. Non stiamo solo posando fibra ottica; stiamo costruendo l’ossatura digitale su cui poggerà la rinascita economica e sociale dei territori colpiti dal sisma. Portare una banda ultra-larga da 1 Gbit/s e sistemi di comunicazione radio d’emergenza in comuni spesso isolati significa garantire il diritto alla cittadinanza digitale e la sicurezza della popolazione. È un progetto che dimostra a livello nazionale come l’integrazione tra infrastrutture pubbliche e private possa generare un valore aggiunto immediato per i cittadini, le imprese e il turismo lento, rendendo l’Appennino una piattaforma connessa, resiliente e pronta alle sfide del futuro» ha dichiarato Pietro Piccinetti, Amministratore Delegato di Infratel Italia.