Teramo entra nella rete delle Città Gentili. D’Alberto: “La gentilezza come atto di attenzione e cura verso l’altro”

30 Marzo 2026
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D’Alberto firma il manifesto città gentile

Firmato il manifesto all’Università di Teramo. Il Comune punta su relazioni e comunità

TERAMO – Un impegno concreto per rimettere la persona al centro dell’azione amministrativa: Teramo entra ufficialmente nella rete delle Città Gentili e rafforza un percorso già avviato negli ultimi anni su inclusione, accoglienza e qualità delle relazioni.

L’adesione è stata formalizzata ieri all’Università con la firma del Manifesto che sancisce l’ingresso del capoluogo nel progetto nazionale Italia Gentile. A sottoscriverlo il sindaco Gianguido D’Alberto, che ha ribadito come la gentilezza non sia un concetto astratto, ma «un atto di attenzione e cura verso l’altro», capace di orientare concretamente le politiche pubbliche.

Una visione che si traduce in azioni già messe in campo dall’amministrazione, attraverso iniziative con le scuole, il carcere e i percorsi di inclusione sociale, con l’obiettivo di rendere la città sempre più accogliente e attenta ai bisogni delle persone. L’ingresso nella rete rappresenta quindi un ulteriore tassello di questa strategia e prevede anche l’istituzione di una delega alla Gentilezza, con funzioni di coordinamento dei progetti sul territorio.

Il tema si lega anche all’esperienza del sistema di accoglienza e integrazione, fondato sulla costruzione di relazioni e comunità, dove ascolto e valorizzazione delle persone diventano strumenti centrali.

Coinvolto anche il mondo della scuola: l’istituto comprensivo San Giuseppe-San Giorgio ha aderito al Manifesto delle Scuole Gentili, consolidando un lavoro già avviato su inclusione, relazioni positive e prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, anche attraverso esperienze progettuali a livello nazionale.

Nel corso dell’incontro spazio anche a un momento di riflessione sul tema della giustizia e del reinserimento sociale, con testimonianze che hanno messo in luce come anche il carcere possa trasformarsi in un luogo di crescita e consapevolezza, se accompagnato da percorsi basati sull’ascolto e sul riconoscimento della persona.

Con questa adesione, Teramo si unisce ad altri Comuni italiani che hanno scelto di investire sulla gentilezza come leva concreta di sviluppo sociale, puntando a costruire comunità più coese, inclusive e capaci di affrontare le sfide del presente.

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