Entro il 31 marzo tutte le Regioni dovranno garantire l’interoperabilità dei dati. Per strutture pubbliche e private obbligo di aggiornamento dei referti entro cinque giorni
ROMA – Domani, 31 marzo 2026, scatta l’ora X per la sanità italiana: il Fascicolo Sanitario Elettronico deve diventare pienamente operativo in tutto il Paese. Finisce il tempo delle sperimentazioni e dei rinvii: da domani scatta l’obbligo per tutte le Regioni di caricare nel sistema ogni documento clinico dei cittadini, dai referti alle cartelle cliniche fino alle vaccinazioni.
Non è solo una questione di archiviazione, ma di velocità: ospedali e cliniche, sia pubblici che privati, avranno d’ora in poi solo 5 giorni di tempo per caricare i risultati di esami e visite. L’obiettivo è rendere la storia clinica di ogni paziente accessibile in tempo reale a medici e infermieri da Bolzano a Palermo
La scadenza non è solo simbolica. Il cronoprogramma stilato dal Ministero della Salute fissa per domani il termine ultimo della “Fase III”, quella che impone a tutte le Regioni l’obbligo di rendere i fascicoli pienamente operativi e, soprattutto, completi di ogni documento previsto dalla legge. Non si tratta più solo di consultare una vecchia ricetta: nel database dovranno confluire verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, cartelle cliniche, vaccinazioni e il profilo sanitario sintetico.
Il vero cambio di passo riguarda però la tempestività. Per le strutture sanitarie, siano esse pubbliche o private convenzionate, scatta l’obbligo di alimentare il sistema in tempo reale. “L’alimentazione tempestiva dei dati nel Fascicolo Sanitario Nazionale da domani dovrebbe essere pienamente operativa in tutto il Paese”, confermano le direttive ministeriali.
In termini pratici, i presidi medici avranno una finestra massima di cinque giorni dall’esecuzione di un esame, di una visita o dall’erogazione di un farmaco per caricare l’informazione nel sistema. Un vincolo che punta ad abbattere le barriere burocratiche e a garantire che un medico, in qualsiasi parte d’Italia, possa accedere all’istante alla storia clinica di un paziente in emergenza.
L’adeguamento previsto entro domani riguarda anche l’architettura tecnica del servizio. Il sistema deve garantire la piena interoperabilità: i dati devono poter “viaggiare” tra regioni diverse e tra diverse piattaforme informatiche senza intoppi. Il nuovo Fascicolo 2.0 promette inoltre un accesso semplificato non solo per i professionisti della salute, ma anche per i cittadini, che attraverso il proprio “taccuino personale” e l’accesso ai dati delle tessere per i portatori di impianto, diventeranno custodi attivi della propria salute.
La sfida, ora, passa ai sistemi informatici regionali, chiamati a dimostrare che la sanità del futuro è finalmente pronta a uscire dai cassetti per approdare sugli schermi di medici e pazienti.