L’Aquila, due giornate di eventi in ricordo delle vittime del sisma del 2009

30 Marzo 2026
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Diciassette anni dopo, la città rinnova il tributo alle 309 vittime con momenti di memoria, musica e partecipazione civile

L’AQUILA – A diciassette anni dal sisma del 6 aprile 2009, la città si prepara a vivere due giornate di commemorazione dedicate alle 309 vittime. Un percorso di raccoglimento, memoria e partecipazione collettiva accompagnerà la comunità aquilana tra il 5 e il 6 aprile, culminando con l’accensione del braciere e la lettura dei nomi al Parco della Memoria nella notte tra domenica e lunedì.

Il programma, condiviso con il Comitato familiari delle vittime del terremoto, intreccia momenti istituzionali, spirituali e artistici. Alla serata del 5 aprile prenderanno parte I Solisti Aquilani, la Cappella musicale pontificia sistina e l’attore Daniele Pecci, sotto la direzione del maestro Leonardo De Amicis, in un percorso che unisce memoria e musica. Particolare attenzione è riservata al coinvolgimento delle nuove generazioni e dell’Orchestra Jazz che Vorrei, a testimonianza del legame tra memoria storica ed energia creativa che caratterizza L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Le celebrazioni prenderanno il via al crepuscolo, quando un faro azzurro si innalzerà dal cortile di Palazzo Margherita. Alle 21, alla Villa Comunale, è prevista la distribuzione dei fiori ai partecipanti. Alle 21:30, sotto il porticato dell’Emiciclo, le note dei Solisti Aquilani accompagneranno il momento di raccoglimento prima del trasferimento verso il Parco della Memoria, fissato per le 22:10.

Alle 22:15 avverrà l’accensione del braciere, seguita dalla lettura dei nomi delle 309 vittime e da riflessioni condivise. Poco dopo la mezzanotte, alle 00:10, i fiori distribuiti verranno deposti in corrispondenza dei nomi incisi sulla fontana del Parco, in un gesto collettivo di memoria.

La mattina di lunedì 6 aprile si aprirà alle 9:30 con la deposizione dei fiori all’angelo di legno di fronte alla Casa dello Studente, uno dei luoghi simbolo della tragedia. Alle 10, nella Chiesa delle Anime Sante in Piazza Duomo, sarà celebrata la Santa Messa in suffragio delle vittime, officiata dall’arcivescovo metropolita Mons. Antonio D’Angelo.

Alle 11:30, nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, si terrà un momento di memoria e riflessione in forma drammaturgica, con la partecipazione della Cappella musicale pontificia sistina e di Daniele Pecci, diretti dal maestro De Amicis.

Nel pomeriggio, alle 17, il teatro del Centro servizi anziani ospiterà il concerto “Musica che Unisce: quando la musica ricuce ciò che il tempo non cancella”, con protagonisti i giovani musicisti dell’Orchestra Jazz che Vorrei, laboratorio permanente che coinvolge ragazzi dai 10 ai 18 anni. Un appuntamento che unisce generazioni diverse in un abbraccio simbolico di speranza e continuità.

In questi giorni sono in distribuzione gratuita, nelle farmacie comunali e nei tabaccai aderenti alla FIT, le spille del Fiore della Memoria, raffiguranti il croco di zafferano. Introdotte nel 2022, rappresentano un simbolo di resilienza e rinascita.

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha ricordato il significato profondo di questo gesto: “Tenace come la nostra terra, come la nostra gente (è) un fiore che porta in sé il germe della vita, con i suoi preziosi pistilli, fonte di lavoro e di benessere. Una spilla che è un cameo di quel grande memoriale che è L’Aquila, teatro di dolore e di rinascita, che contiene in sé la sofferenza di tutte le vittime dei disastri italiani”.

Biondi ha poi aggiunto: “Ogni anno, il 6 aprile, L’Aquila si raccoglie nel ricordo delle 309 vittime del sisma del 2009. Ma la verità è che, per questa città, la memoria non si esaurisce in una ricorrenza. È una presenza quotidiana, silenziosa e profonda, che accompagna le nostre giornate, abita i nostri luoghi, orienta le nostre scelte. È parte della nostra storia e della nostra identità più autentica. Una luce, che dopo diciassette anni, oggi e sempre, è accesa dentro ciascuno di noi. È diventata coscienza collettiva, patrimonio condiviso, responsabilità civile. Siamo una comunità che custodisce il dolore e i sogni. Nel raccoglimento, nella preghiera, nella musica, nei gesti semplici e solenni di queste giornate, rinnoviamo non solo il dovere del ricordo, ma anche il senso profondo della nostra rinascita. Ricordare, per noi, non è soltanto tornare con il pensiero a quella notte: è scegliere, ogni giorno, di essere una comunità all’altezza di quella ferita e di quella eredità”.

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