Diritto allo sciopero, il Tribunale di Chieti conferma la condotta antisindacale dell’istituto di vigilanza Aquila Spa

30 Marzo 2026
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Respinto il ricorso dell’azienda: la Filcams CGIL ottiene una vittoria importante sul diritto di sciopero

CHIETI – Il Tribunale di Chieti, Sezione Lavoro, ha confermato la condotta antisindacale di Aquila Spa, respingendo il ricorso presentato dall’azienda e confermando integralmente il decreto che aveva già riconosciuto la violazione delle prerogative sindacali in occasione dello sciopero del 25 luglio 2025. La sentenza, emessa il 26 marzo 2026, rappresenta un passaggio decisivo nella tutela dei diritti dei lavoratori del settore della vigilanza privata in Abruzzo.


La controversia era nata dopo la proclamazione dello sciopero da parte della Filcams CGIL di Chieti, cui l’azienda aveva risposto imponendo livelli di servizio essenziale ben oltre i limiti di legge — fino all’80-90% dell’organico normalmente impiegato, a fronte del massimo del 50% previsto — e rifiutando il confronto con il sindacato per la definizione dei servizi minimi. Tra gli elementi ritenuti illegittimi anche la richiesta preventiva ai dipendenti di comunicare l’intenzione di aderire allo sciopero e la mancata trasparenza sui nominativi dei lavoratori comandati al servizio.

Il giudice del lavoro ha evidenziato come tali comportamenti abbiano di fatto impedito ai lavoratori di esercitare liberamente il diritto di sciopero, creando “un clima di intimidazione” e portando, di conseguenza, all’adesione di un solo lavoratore.
«Si tratta di una vittoria importante — commenta Daniela Primiterra, segretaria generale della Filcams CGIL Chieti — non solo per i lavoratori direttamente coinvolti, ma per tutto il comparto della vigilanza privata. La sentenza ribadisce che lo sciopero non può essere svuotato di significato attraverso pratiche intimidatorie e che il confronto con i sindacati non è una facoltà, ma un obbligo di legge».

A seguito della decisione, Aquila Spa dovrà ora instaurare un tavolo di confronto con la Filcams CGIL per definire in modo corretto e trasparente i servizi minimi essenziali e i criteri di selezione dei lavoratori “comandati”, oltre ad astenersi dal richiedere preventivamente l’adesione del personale a future iniziative di sciopero.

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