Il sindaco presenta la relazione di fine mandato: dal disavanzo di 78 milioni di euro del 2020 ai 110 milioni di investimento in opere pubbliche
CHIETI . “Quando siamo stati eletti nel 2020 la città era allo stremo. Era un malato terminale di cui ci siamo presi cura in maniera silenziosa e costante. Oggi Chieti è viva”. Il sindaco Diego Ferrara inizia con queste parole la relazione di fine mandato presentata oggi a palazzo Veneziani. Poi inizia una lunga lista di numeri e dati, nel tentativo di far comprendere quale sia stato il lavoro portato avanti dalla sua amministrazione a partire dall’ottobre del 2020.
Un percorso che ha intitolato “Chieti la città resistente. Dalla crisi alla ripartenza”. Vicino a lui l’intera giunta comunale. In prima fila in platea l’uomo a cui lui stesso ha chiesto di candidarsi a sindaco portando avanti l’opera di risanamento: l’ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini.
L’abbraccio tra i due al termine della presentazione del bilancio di fine mandato segna una sorta di passaggio del testimone.

Il sindaco illustra i numeri che hanno portato alla dichiarazione di dissesto economico e finanziario nel giugno del 2023, parla della carenza di personale, dimezzato in dieci anni, del problema del dissesto idrogeologico e della prima grande emergenza affrontata, quella del Covid.
Sul piano del risanamento dei conti, dice di aver ridotto il disavanzo trovato a 78 milioni di euro nel 2020 e sceso già a 62 milioni nel 2022. Ricorda invece la cifra spesa in investimenti, che va oltre i 110 milioni di euro. Tra le diverse opere avviate ci sono i nuovi parcheggi che regaleranno alla città 970 posti auto, oltre alla riqualificazione di piazze, palazzi, interi quartieri, scuole e strade.
Solo per scuole e asili nido sono stati investiti 12 milioni di euro. I posti dei nido sono passati dagli iniziali 36 ai 217 previsti entro questo anno.
Il sindaco fa anche il bilancio sulle iniziative culturali: “200 eventi all’anno, 800mila euro di sponsorizzazioni in cinque anni, 100% di presenze turistiche in più, 110mila euro di tassa di soggiorno nell’ultimo anno, dai 42mila del primo anno”. E poi il teatro Marrucino, con il record di abbonati per la stagione di prosa e le 42mila presenze per Amami Teatro e i 6 milioni e mezzo di investimento per la struttura.