Inaugurazione anno accademico, per i 60 anni l’ateneo d’Annunzio sceglie il Marrucino di Chieti

25 Marzo 2026
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Stuppia

Cerimonia solenne in teatro. Il rettore Stuppia parla con l’avatar del Vate e ripercorre il sessantennio di storia dell’ateneo: dal passato al futuro, viaggia nel tempo con un occhio alle sfide della contemporaneità

CHIETI – A sessant’anni dalla prima inaugurazione dell’anno accademico dell’università d’Annunzio, l’ateneo teatino-pescarese decide di inaugurare il nuovo anno scegliendo per la prima volta il teatro Marrucino.

Un legame con il territorio che il rettore Liborio Stuppia ha sottolineato nel suo discorso intitolato “Viaggiatori nel tempo”, ripercorrendo la storia del primo sessantennio dell’ateneo, in cui l’università è passata dai primi 3.476 iscritti di 60 anni fa agli attuali 21mila, dai primi 85 docenti agli attuali 750, dalle originali 3 facoltà agli attuali 16 dipartimenti nei due campus di Chieti e Pescara.

Viaggiatore nel tempo lui stesso, il rettore partendo dal passato ha immaginato un futuro in cui “i barbari non passeranno” perché a presidiare il mondo culturale ci sarà il mondo universitario. E rivolgendosi ai tanti rettori delle università italiane presenti, ha detto di combattere con loro “una lotta contro la distruzione dell’università italiana che ci ricorda la storia dei 300 spartani alla Termopoli resistere contro l’immenso esercito persiano di Serse. Noi rettori siamo solo 80, ma potete essere certi che in questa battaglia di civiltà in difesa della cultura, della memoria storia e del futuro dei nostri giovani, i barbari non passeranno”.

Sempre a spasso nel tempo, tra passato e futuro, Stuppia si è preso anche la libertà di dialogare con Gabriele d’Annunzio, o meglio con il suo avatar generato dall’intelligenza artificiale. Sono stati dunque trasmessi due video a cura del Festival d’Annunziano, in cui il rettore dialogava con il Vate chiedendogli cosa ne pensava di avere una università intitolata a suo nome. E d’Annunzio – o meglio l’avatar educato a parlare con la voce reale del poeta, campionata usando le sue stesse parole – rispondeva ovviamente in modo entusiasta.

Il viaggio nel tempo ha anche toccato le sfide della contemporaneità, dai tanti scenari di guerra, all’aumento dei costi delle università, non compensato da adeguati aumenti di fondi statali.

Ultimo pensiero per il rettore emerito dell’università dell’Aquila Edoardo Alesse, scomparso a ottobre scorso, “l’amico fraterno che ci ha lasciato come monito l’invito alle università a collaborare invece di competere, perché così si vince tutti, sempre”.

Dopo la relazione del rettore, hanno preso la parola il direttore generale, Paolo Esposito, lo studente Basher Amuri, in rappresentanza degli iscritti, e di Glauco Conte quale rappresentante del personale tecnico-amministrativo. La professoressa Lorella Martinelli, docente di Lingua e Traduzione Francese, ha tenuto poi la prolusione sul tema “Lingue e culture in contatto: prospettive della littérature-monde tra identità e globalità”. Ha chiuso l’appuntamento la Lectio Magistralis del professor Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

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