Il Sindacato difende autonomia scolastica del liceo Vico e Masci, citati tra i 41 istituti “sanzionabili”: “È propaganda politica, non tutela della memoria”
CHIETI – La FLC CGIL di Chieti ha risposto con un secco “no” all’interrogazione parlamentare presentata dal vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (FdI) al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che elenca 41 scuole – tra cui il liceo classico “G.B. Vico” e lo scientifico “Filippo Masci” di Chieti – accusate di non aver dato “adeguato seguito” alle iniziative per il Giorno del Ricordo sulle foibe.
Il sindacato denuncia l’operazione come “propaganda politica” camuffata da difesa della memoria storica, rifiutando “meccanismi poco chiari, incertezza delle fonti, schedatura dei docenti e liste nere” nei luoghi di istruzione. Il Giorno del Ricordo, istituito dalla legge 92/2004 e rafforzato dalla n.16/2024, prevede inviti ministeriali senza obblighi sanzionatori, nel rispetto dell’autonomia scolastica e della libertà d’insegnamento garantita dall’articolo 33 della Costituzione.
FLC CGIL contesta le “testimonianze raccolte” alla base dell’interrogazione, non verificate né pubblicate, smentite dai docenti teatini che affermano di trattare regolarmente il tema delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata nella programmazione didattica. “Chiediamo che le fonti siano rese pubbliche: le comunità scolastiche hanno diritto di sapere da dove provengono le accuse”, si legge nel comunicato, che inquadra l’iniziativa nel più ampio attacco della destra alla scuola pubblica.
Il sindacato ribadisce che la scuola non è “terreno da sorvegliare”, ma spazio di pensiero critico essenziale contro disinformazione e conformismo, invocando un “no deciso come nella recente campagna referendaria” a ogni forma di pressione politica.