Sanità territoriale, il PD attacca: “Subito l’accordo integrativo e l’attivazione degli ospedali di comunità. Basta tagli e inerzia”

20 Marzo 2026
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Daniele Marinelli

Marinelli e Di Giovambattista definiscono “preoccupante” lo stop alla trattativa tra Regione e Fimmg e chiedono la firma immediata dell’Accordo integrativo regionale. Critiche ai tagli previsti dal Programma Operativo e sollecito sull’attivazione degli ospedali di comunità

PESCARA — Lo stop alla trattativa tra la Regione Abruzzo e la Fimmg sull’Accordo integrativo regionale accende il confronto politico sulla sanità territoriale. Il segretario regionale del Partito Democratico, Daniele Marinelli, e la coordinatrice della segreteria, Emanuela Di Giovambattista, definiscono la decisione dei medici di base “un segnale estremamente preoccupante”, che confermerebbe “le gravi difficoltà in cui versa la sanità territoriale abruzzese”.

“La decisione della Fimmg Abruzzo di interrompere la trattativa sull’Accordo integrativo regionale e proclamare lo stato di agitazione rappresenta un segnale estremamente preoccupante, che conferma le gravi difficoltà in cui versa la sanità territoriale abruzzese e la distanza tra le scelte della Regione e i bisogni reali di cittadini e operatori sanitari”, affermano Marinelli e Di Giovambattista. Per i due esponenti dem, la Regione deve “riaprire immediatamente il confronto per arrivare alla sottoscrizione dell’Accordo integrativo regionale”, considerato “strumento fondamentale per garantire condizioni adeguate di lavoro ai medici di medicina generale” e per assicurare un’assistenza capillare ai cittadini. “Senza questo passaggio, ogni riforma rischia di rimanere incompiuta”.

Il PD critica anche i tagli previsti dal Programma Operativo regionale. “È incomprensibile e inaccettabile che, mentre si registra una crescente carenza di medici – destinata ad aggravarsi nei prossimi anni – la Regione confermi nel Programma Operativo 12 milioni di euro di tagli, scaricando di fatto il peso delle proprie scelte su professionisti e utenti”, sostengono Marinelli e Di Giovambattista, sottolineando come questa linea “indebolisca ulteriormente il sistema e penalizzi soprattutto le aree interne, già fortemente esposte al rischio di desertificazione sanitaria”.

Accanto alla firma dell’AIR, i due dirigenti dem chiedono di accelerare sull’attivazione degli ospedali di comunità. “Queste strutture rappresentano un tassello essenziale per rafforzare la sanità territoriale, decongestionare i grandi ospedali e garantire risposte appropriate ai bisogni di cura, soprattutto nelle zone più periferiche”, affermano. Senza una rete territoriale funzionante, aggiungono, “i pronto soccorso continueranno a essere sovraccaricati e i cittadini privati di un’assistenza di prossimità”.

Il PD denuncia infine il rischio che molte strutture previste restino inutilizzate. “Bisognava da tempo investire sul territorio, valorizzare la medicina generale e rendere operative tutte le strutture previste, dalle Case agli ospedali di comunità, molte delle quali nell’inerzia rischiano di invecchiare prima ancora di essere occupate, una volta definiti gli interventi di riqualificazione”. E concludono: “Servono risposte concrete che finora non abbiamo visto andare in onda. Perché senza una sanità territoriale forte, tutto il territorio diventa vulnerabile, specie quello delle aree interne”.

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