L’Aquila racconta la ricostruzione alla conferenza “ReBirth Architectures” di Aachen

20 Marzo 2026
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Il 26 e 27 marzo gli Uffici Speciali rappresenteranno l’Abruzzo in un confronto internazionale su rigenerazione, resilienza e sviluppo dei territori post-disastro

L’AQUILA – La ricostruzione aquilana torna al centro del dibattito europeo. Gli Uffici Speciali per la Ricostruzione dell’Aquila (USRA) e dei Comuni del Cratere (USRC) parteciperanno alla conferenza internazionale “ReBirth Architectures”, in programma il 26 e 27 marzo presso la RWTH Aachen University, in Germania.

L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Storia dell’Architettura (AGES) in collaborazione con l’Istituto di Ingegneria Idraulica e Gestione delle Risorse Idriche (IWW), il Dipartimento DICEAA dell’Università dell’Aquila e gli stessi Uffici Speciali, rappresenta un nuovo e significativo momento di confronto sulle strategie di ricostruzione e rigenerazione dei territori colpiti da calamità naturali.

Al centro della due giorni troveranno spazio le esperienze maturate in Abruzzo dopo i terremoti del 2009 e del 2016, affiancate da quelle sviluppate nella valle dell’Ahr, in Germania, a seguito della devastante alluvione del 2021. Si tratta di contesti diversi per storia, geografia e dinamiche sociali ma accomunati da criticità profonde: il progressivo declino demografico, la fragilità dei sistemi territoriali, la necessità di ricostruire non soltanto gli edifici ma l’intero tessuto comunitario, fino alla riconfigurazione dei servizi e delle economie locali.

Proprio per questo la conferenza si propone come un vero spazio di dialogo interdisciplinare, dove tecnici, ricercatori e istituzioni potranno confrontarsi su modelli innovativi di resilienza e sviluppo. Un’occasione per mettere in relazione approcci diversi, condividere soluzioni e immaginare nuove strategie per i territori colpiti da eventi estremi, con l’obiettivo di trasformare la ricostruzione in un percorso di rigenerazione duratura.

La partecipazione degli Uffici Speciali conferma la volontà del territorio aquilano di continuare a essere protagonista nei processi di rigenerazione urbana e sociale, mettendo a disposizione dell’Europa un patrimonio di conoscenze costruito in oltre quindici anni di ricostruzione.

Un passo ulteriore verso una visione condivisa di futuro, in cui le comunità colpite da disastri naturali possano trovare nella cooperazione internazionale un motore di rinascita.

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