In tutta la regione la comunità musulmana celebra la fine del mese sacro. Salihi (Rilindja): “Un giorno di gioia e riflessione, grazie a chi ha concesso il riposo ai lavoratori”
L’AQUILA – Si è aperta all’alba, con la preghiera delle 6.50 nei luoghi di culto, la giornata di Eid al-Fitr, la festa che segna la fine del Ramadan, il mese sacro di digiuno e riflessione per i fedeli musulmani. In Abruzzo, dove la presenza islamica è stimata in oltre 55mila persone – pari al 4,3% della popolazione – la ricorrenza assume un significato profondo, intrecciando spiritualità, comunità e dialogo interreligioso.
All’Aquila, dove risiedono circa 3mila musulmani (4,5% della popolazione comunale), le celebrazioni si sono svolte nei centri di culto di Bazzano e Pile, con momenti di raccoglimento, visite ai familiari e il tradizionale pranzo condiviso. A sottolineare il valore della giornata è intervenuto Abdula “Duli” Salihi, presidente dell’associazione culturale Rilindja, punto di riferimento per la comunità albanese e musulmana del capoluogo: “Desidero far pervenire agli oltre 3.000 musulmani residenti all’Aquila e agli oltre 55.000 presenti in Abruzzo i miei auguri personali e quelli del direttivo per una serena conclusione del mese di Ramadan e per un gioioso Eid al-Fitr.” – ha dichiarato Salihi in una nota –“In un tempo segnato da conflitti e tensioni è fondamentale riportare al centro la conciliazione tra i popoli attraverso il dialogo e il confronto”.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto alle aziende che hanno concesso ai lavoratori musulmani un giorno libero per celebrare la festività. “Un gesto di rispetto, nobiltà e umanità – ha aggiunto Salihi – che contribuisce a rendere il nostro territorio un esempio positivo di inclusione e convivenza”.
La festa di Eid al-Fitr, che conclude il mese di Ramadan, non è solo un momento religioso ma anche un’occasione per rafforzare i legami sociali e promuovere la cultura del rispetto reciproco. In Abruzzo, dove le comunità musulmane sono radicate e attive, la giornata rappresenta un ponte tra tradizione e cittadinanza, tra fede e partecipazione civile.