A Montesilvano, il Ministro Lollobrigida ha risposto alla mobilitazione di tremila agricoltori di Coldiretti che denunciano i rincari del 30% dovuti alle tensioni in Medio Oriente
MONTESILVANO – Una mobilitazione imponente quella che ha visto tremila agricoltori e pescatori dell’Adriatico riunirsi stamane al Pala Dean Martin di Montesilvano. Al centro della giornata, la crisi scatenata dall’esplosione dei costi di produzione (+30%) dovuta alle tensioni internazionali in Iran e i rincari a doppia cifra di fertilizzanti e materie plastiche che minacciano le semine e i comparti strategici di ortofrutta e vino.
Il Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha risposto all’appello di Coldiretti puntando sulla necessità di un cambio di passo nelle politiche comunitarie: «L’Italia si è resa protagonista di un’idea di Europa che serva a garantire prosperità e ricchezza ai cittadini. Per farlo occorre avere meno regole rigide e agire rapidamente quando esistono crisi che non dipendono da noi. Dobbiamo saper intervenire sulle questioni economiche, specie su regole che non hanno un gran senso».
Nonostante la pressione sui costi e la concorrenza sleale basata su bassi prezzi e scarso rispetto dei diritti, il Ministro ha rivendicato la forza del comparto: «Dobbiamo essere consapevoli della forza del nostro sistema produttivo di altissima qualità non imitabile. I nostri produttori realizzano una qualità che nel mondo continua ad affermarsi e i dati dell’export dimostrano che abbiamo ragione: i 72,4 miliardi di euro di export ottenuti quest’anno superano di tre miliardi il record precedente».
La posizione del Governo si intreccia con il grido d’allarme di Pietropaolo Martinelli, presidente di Coldiretti Abruzzo, che ha sollecitato un intervento immediato per evitare che il rincaro del carrello della spesa continui a penalizzare esclusivamente agricoltori e consumatori. Per Coldiretti, la soluzione passa per una svolta radicale: valorizzazione dei concimi naturali, lotta agli “inganni” del codice doganale sul Made in Italy e un ritorno alla sovranità alimentare per proteggere le aziende italiane dalle speculazioni internazionali.