Il Comune di Spoltore continua a osteggiare la nascita della Nuova Pescara: la sindaca Chiara Trulli, insieme a 14 consiglieri tra maggioranza e opposizione, invia una richiesta formale per l’indizione di un referendum consultivo locale al presidente del Consiglio comunale di Spoltore, Lucio Matricciani
SPOLTORE – Continua il percorso a ostacoli verso la creazione della “Nuova Pescara”: proprio nella mattinata di oggi, il Presidente del Consiglio comunale di Spoltore, Lucio Matricciani, ha ricevuto ufficialmente la richiesta formale per l’indizione di un referendum consultivo locale sulla fusione tra i comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore.
L’iniziativa, che vede come prima firmataria la sindaca Chiara Trulli, è stata sottoscritta da 14 consiglieri comunali, compresi alcuni esponenti della minoranza. Un fronte trasversale che dà seguito al dibattito acceso nelle scorse settimane dalla mozione di Stelvio D’Ettorre (FdI), confermando come il tema dell’autonomia cittadina sia profondamente sentito dall’intera assemblea.
L’obiettivo della consultazione è chiaro: restituire la parola ai cittadini su un progetto di fusione a cui Spoltore, insieme a Montesilvano, guarda con forte scetticismo. Il quesito proposto ai cittadini sarà: “Siete favorevoli alla prosecuzione del processo di fusione per la costituzione del nuovo Comune denominato “Pescara” che comporterà la soppressione del Comune di Spoltore?”
A corredo della richiesta sono state depositate la proposta di deliberazione per il Consiglio comunale e una relazione, che evidenzia le criticità del progetto. Secondo i firmatari, a dodici anni dal referendum regionale, lo scenario è mutato drasticamente e le conseguenze della fusione sarebbero “profonde e irreversibili”. Nel documento si torna a contestare inoltre la mancanza di uno studio di fattibilità preliminare, ritenuto indispensabile per una trasformazione di tale portata.
«Non è una questione di colori politici – ha sottolineato Matricciani –, ma un tema strettamente legato al futuro e alla vita concreta della nostra comunità». Il messaggio è chiaro: la decisione sulla sopravvivenza dell’ente comunale non può prescindere da una nuova verifica della volontà popolare.
Soddisfazione è stata espressa dal Comitato di Spoltore per il No alla fusione, che parla di un “passaggio importante e atteso”. In una nota, il comitato ha definito il referendum un momento di autentica democrazia diretta, invitando l’amministrazione a sostenere l’iniziativa non solo tecnicamente, ma anche attraverso una capillare campagna di informazione istituzionale.