Asl Pescara, Blasioli e Paolucci: “Valutazione del direttore generale in ritardo di mesi. E sulle liste d’attesa regna la confusione”

16 Marzo 2026
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I consiglieri regionali Blasioli e Paolucci

I consiglieri regionali del PD denunciano lo stallo sulla valutazione del manager della Asl di Pescara e segnalano criteri divergenti tra Asl e Agenzia sanitaria per misurare le liste d’attesa. “A rimetterci sono i cittadini”

PESCARA – Sulla valutazione del direttore generale della Asl di Pescara, per Blasioli e Paolucci il quadro è chiaro: la scadenza è passata da mesi, ma tutto è ancora fermo. I due consiglieri regionali del PD tornano a puntare il dito contro ritardi, rimpalli e una gestione che definiscono poco trasparente, soprattutto su un tema — quello delle liste d’attesa — che tocca direttamente migliaia di abruzzesi.

Ricordano che i direttori generali devono essere valutati “medio tempore”, cioè dopo due anni dall’incarico, sulla base degli obiettivi fissati dalla Giunta regionale. Tra questi, uno dei più rilevanti è proprio il contenimento delle liste d’attesa. Una valutazione positiva può valere una premialità fino al 20% del compenso — circa 30 mila euro — mentre una negativa può portare alla decadenza. Ma nel caso di Pescara, sottolineano, “la nomina dell’attuale manager risale all’11 settembre 2023, per cui la valutazione avrebbe dovuto svolgersi circa sei mesi fa… invece, incomprensibilmente, la stiamo ancora aspettando”.

Il nodo, però, non è solo il ritardo. Attraverso un accesso agli atti, i consiglieri dicono di aver trovato “una profonda discordanza tra uffici regionali, Asl, Agenzia sanitaria e assessorato sulle competenze rispetto a questa valutazione”. Una situazione che si è iniziata a chiarire solo grazie all’interpellanza discussa in Consiglio il 17 febbraio e ai lavori della Commissione di Vigilanza.

Da quelle sedi è arrivata una conferma importante, e cioè che “la valutazione del direttore generale spetti all’Agenzia sanitaria regionale, e che nulla è cambiato a seguito del decreto legge 73 del 7 gennaio 2024”. Una posizione che, secondo Blasioli e Paolucci, “conferma la nostra tesi e smentisce quanto sostenuto dal centrodestra”. Il RUAS, infatti, “non ha alcuna competenza sulla valutazione, in quanto non valuta i manager in relazione alle liste d’attesa”.

Ma se un punto è stato chiarito, altri restano aperti. Le rassicurazioni su una valutazione entro le prime due settimane di marzo, dicono, “sono cadute nel vuoto”. E resta il problema dei dati: “nella Commissione di Vigilanza il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale ribadiva di non essere nelle condizioni di effettuare una valutazione compiuta avendo a disposizione solo alcuni dati”. Da qui la domanda: “Gli sono stati finalmente forniti tutti i dati necessari? E quanto tempo ancora dovrà trascorrere per questa valutazione?”.

Il passaggio più delicato riguarda però i criteri con cui si misurano le liste d’attesa. Durante la discussione è emersa una divergenza sostanziale: la Asl di Pescara valuta il tempo medio di erogazione delle prestazioni “traccianti”, mentre l’Agenzia sanitaria ritiene corretto valutare quante prestazioni vengono effettivamente erogate entro i tempi di legge. Una differenza che, numeri alla mano, può ribaltare completamente il giudizio.

L’esempio portato dai consiglieri è eloquente: su 10 prestazioni brevi, 3 erogate entro 5 giorni e 7 entro 12 giorni fanno una media di 9,9 giorni, quindi apparentemente in regola. Ma se si guarda alle singole prestazioni, il 70% è fuori dai tempi previsti. “Con ogni probabilità è proprio questo il motivo per cui gran parte delle prestazioni, sebbene erogate con tempistiche inaccettabili, vengono comunque valutate positivamente”, affermano. E la conclusione è amara: “A pagarne le spese sono al solito i cittadini, sempre più sfiduciati e disillusi”.

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