Palazzo Ciavoli-Cortelli diventa la nuova sede del Polo museale dell’Aquila

14 Marzo 2026
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Dal sito Univaq.it

Presentate le collezioni del Polo museale universitario. Inaugurazione il 20 marzo in occasione della Giornata nazionale delle Università italiane

L’AQUILA – Aprirà ufficialmente venerdì 20 marzo, in via Roma 33, la nuova sede del Pomaq, il Polo museale dell’Università dell’Aquila. Ospitata nei locali al piano terra di Palazzo Ciavoli-Cortelli, la struttura accoglierà le collezioni museali dell’ateneo, presentate oggi in conferenza stampa alla presenza del rettore Fabio Graziosi, della direttrice del Disim Donatella Donatelli e del docente di Museologia Luca Pezzuto, referente per il patrimonio culturale e il Polo museale.

Il nuovo allestimento raccoglie strumenti e dispositivi legati agli studi in ambito biologico, biotecnologico, ambientale, informatico, fisico e ingegneristico. Si tratta di materiali in gran parte dismessi dall’ateneo e in parte provenienti da donazioni private, datati tra gli anni Cinquanta e Novanta del Novecento.

L’inaugurazione coincide con la Giornata nazionale delle Università italiane e con l’iniziativa “Università svelate 2026”, promossa dalla Crui. Il Pomaq, nato nel 2018 come museo diffuso, è articolato nelle diverse sedi universitarie e comprende anche il Museo delle ceramiche di San Domenico e il Giardino alpino di Campo Imperatore. Il logo del Polo, composto da sette petali, rappresenta le sette collezioni che ne fanno parte: archeologia, scienze ambientali, strumenti per le scienze biotecnologiche, strumenti di misura per grandezze fisiche, strumenti per il calcolo applicato, collezione di Nicola D’Arcangelo stampatore d’arte, scienze e tecnologie per l’ingegneria.

«Il nuovo spazio – ha spiegato Graziosi – nasce per raccontare l’evoluzione moderna dell’ateneo, dei dipartimenti e dei laboratori di ricerca attraverso strumenti e tecnologie che rischiano di essere dimenticati».

Pezzuto ha sottolineato come la sfida sia «rendere leggibile al pubblico un patrimonio eterogeneo, costruendo un percorso credibile tra materiali diversi».

L’apertura al pubblico rappresenta un’occasione per riscoprire la storia scientifica e tecnologica dell’Ateneo aquilano, valorizzando il legame tra ricerca, memoria e territorio.

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