Famiglia nel bosco, la garante per l’infanzia contro i servizi sociali: “Con le balle non si va avanti”

14 Marzo 2026
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Terragni

È polemica tra la garante nazionale Terragni e l’avvocato Benedetti che rappresenta l’ente che gestisce i servizi sociali nei comuni dell’Alto Vastese

VASTO – “Con le balle non si va da nessuna parte e l’interlocuzione diventa sempre più complicata”. Così la garante nazionale per l’Infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, in replica a quanto asserito in una nota dall’avvocata Maria Pina Benedetti, in rappresentanza dell’Ecad 14 Alto Vastese, gestore del Servizio sociale dei Comuni di Ambito, sul mancato incontro con l’assistente sociale giovedì scorso.

“Smentisco – dice Terragni all’Ansa – in modo categorico. L’assistente sociale non si è resa disponibile a un colloquio con me. I servizi sociali non mi hanno nemmeno dato il contatto telefonico, che ho dovuto reperire per altre strade”.

La garante, riferendosi alla visita dell’altro giorno presso la struttura protetta di Vasto dove vivono da quasi tre mesi i minori della famiglia nel bosco, ha inoltre sottolineato di non avere “mai detto che ‘i bambini stanno bene'”.

“Ho detto e scritto – spiega Terragni – che i bambini stanno fisicamente bene, ‘ma la loro notevole agitazione psicomotoria, insieme a un atteggiamento di paura e diffidenza nei confronti degli estranei rivela un disagio evidente che non sorprende, visto i ripetuti traumi a cui sono stati sottoposti'”.

L’Ecad 14, attraverso l’avvocato Benedetti, aveva nel frattempo fatto sapere che “gli operatori della casa famiglia di Vasto hanno ripristinato buone relazioni con i minori facendo venir meno le ragioni del disposto trasferimento e, pertanto, il Tribunale potrà ora valutare tale nuovo assetto”.

L’avvocato aveva sottolineato la professionalità e preparazione del personale in servizio nell’Ecad 14 e, replicando alla Terragni, aveva rimarcato che “l’assistente sociale non ha potuto incontrare la garante perché impegnata, nelle stesse ore, nella delicata gestione del caso. Ha dato seguito nel pomeriggio ad un contatto telefonico”. Questa frase ha fatto infuriare la garante.



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