Vertice riservato a Monteodorisio con la garante regionale De Febis. Sullo sfondo le tensioni con i servizi sociali e la visita della garante nazionale Terragni alla casa famiglia di Vasto
PALMOLI – Un incontro lungo, riservato, durato quasi tre ore, per provare a ricucire uno strappo che va avanti dal 20 novembre 2025, quando il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha sospeso la potestà genitoriale a Nathan e Catherine, la “famiglia nel bosco” di Palmoli, e disposto l’allontanamento dei tre figli in una casa famiglia. È quanto sarebbe avvenuto ieri a Monteodorisio, nella sede dell’Ecad dell’Alto Vastese, dove Nathan ha accettato di sedersi al tavolo con l’assistente sociale Veruska D’Angelo e con la Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, per discutere un possibile percorso verso il ricongiungimento.
Il confronto si è svolto in un clima delicato, dopo mesi di rapporti «parecchio tesi» tra la famiglia e i servizi sociali. La stessa D’Angelo, nelle relazioni redatte in sintonia con operatori ed educatrici della struttura protetta, aveva descritto Catherine come «oppositiva e riluttante a rispettare regole diverse dalle proprie», posizione che ha contribuito a irrigidire ulteriormente la vicenda.
Il punto di massima frizione è stato raggiunto venerdì scorso, quando l’assistente sociale ha disposto l’uscita notturna di Catherine dalla casa famiglia di Vasto, eseguita tra le urla disperate dei bambini, uno dei quali con la febbre alta. Una decisione che ha alimentato polemiche e preoccupazioni sull’impatto psicologico dei provvedimenti sui minori, già al centro delle prese di posizione della garante regionale De Febis, che in più occasioni ha richiamato la necessità di valutazioni imparziali e di un’attenzione esclusiva al superiore interesse dei bambini.
L’incontro di Monteodorisio, nelle intenzioni dei partecipanti, avrebbe dovuto segnare un cambio di passo: porre le basi per un «ricongiungimento effettivo» della famiglia, avviando un dialogo meno conflittuale con i servizi sociali e cercando un percorso condiviso che consenta ai bambini di ritrovare un equilibrio affettivo. Il vertice si è svolto mentre, a Vasto, la Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, era in visita alla casa famiglia che ospita i tre minori dal 20 novembre, oggi senza la madre a seguito della nuova ordinanza del 5 marzo.
Terragni, nelle ore precedenti, aveva annunciato accertamenti sul caso del bambino che si rifiuterebbe di mangiare e definito «sproporzionato» l’esito complessivo della vicenda, ribadendo che lo Stato deve saper «adattare» il proprio intervento alle specificità delle famiglie e, se necessario, cambiare i professionisti coinvolti quando il rapporto diventa non più sostenibile. Sullo sfondo restano il dibattito acceso sull’operato dei servizi sociali e la richiesta, avanzata dalle garanzie istituzionali, di riportare al centro i diritti e il benessere dei tre bambini della casa nel bosco.