Aggressioni al personale sanitario, in Abruzzo 199 episodi nel 2025

12 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Secondo il report del Ministero della Salute nel 2025 si sono registrati 199 episodi di violenza contro operatori sanitari e sociosanitari in Abruzzo, con 300 professionisti coinvolti. Infermieri e donne le categorie più colpite, mentre la maggior parte delle aggressioni avviene negli ospedali e nei giorni feriali

PESCARA – Quasi duecento episodi di violenza in un anno ai danni di chi lavora nella sanità. È il quadro che emerge in Abruzzo per il 2025, con 199 aggressioni segnalate e 300 operatori sanitari e sociosanitari coinvolti. I dati arrivano dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie pubblicata dal Ministero della Salute.

Il fenomeno colpisce soprattutto il personale femminile: oltre il 70% delle vittime sono donne, mentre gli uomini rappresentano circa il 30%. Per quanto riguarda l’età, la fascia più esposta è quella compresa tra 40 e 49 anni, che da sola rappresenta più del 31% dei casi. Seguono gli operatori tra 30 e 39 anni (21,6%) e quelli tra 50 e 59 anni (21,1%). Più contenuta la percentuale tra i più giovani, fino a 29 anni (14,7%), e tra gli over 60 (11,6%).

A essere maggiormente coinvolti negli episodi di aggressione sono soprattutto gli infermieri, che rappresentano quasi il 60% dei casi (59,6%). Più distanti i medici, con il 14,3%, e gli operatori socio-sanitari (Oss), pari al 10,4%.

Le aggressioni avvengono prevalentemente nei giorni feriali, che concentrano circa il 90% degli episodi, di cui oltre la metà si verifica nelle ore mattutine (circa il 51%), mentre il 31% avviene nel pomeriggio e la restante parte durante la notte.

Il contesto in cui si registrano più frequentemente questi episodi è quello ospedaliero, dove avviene il 67,5% delle aggressioni, contro il 32,5% registrato nelle strutture territoriali. All’interno degli ospedali le aree più interessate sono i reparti di degenza (36,8%), seguiti dal pronto soccorso (29,3%) e dai Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (25,6%). Per quanto riguarda i servizi territoriali, il numero maggiore di aggressioni si verifica negli istituti penitenziari, che rappresentano il 35,9% dei casi.

La forma di violenza più diffusa resta quella verbale, che rappresenta il 70,3% degli episodi, mentre le aggressioni fisiche costituiscono il 21,8% dei casi. Nella maggior parte delle situazioni l’autore dell’aggressione è lo stesso paziente o utente della struttura sanitaria (62,4%), ma non mancano episodi che coinvolgono parenti o caregiver, responsabili nel 34,5% dei casi.

Altro da

Non perdere