Stabilizzazione dello Staff, marcia indietro del Sindaco ad Atessa. Fratelli d’Italia: “Confermati i nostri rilievi”

8 Marzo 2026
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Il partito accusa il primo cittadino di aver violato la normativa e di aver fatto marcia indietro solo per evitare conseguenze politiche e legali

ATESSA – Il circolo cittadino di Fratelli d’Italia di Atessa torna a intervenire sul caso della stabilizzazione di un dipendente comunale, inizialmente assunto a tempo determinato nello staff del Sindaco. Con una nota diffusa ieri, il partito rivendica la correttezza delle proprie osservazioni e definisce “una marcia indietro tardiva” la decisione del primo cittadino di rivedere la procedura.


“Avevamo piena ragione e il Sindaco è l’unico responsabile”, affermano i rappresentanti FdI, sottolineando come il procedimento di stabilizzazione non fosse soltanto “discutibile sul piano politico” ma anche “viziato sul piano normativo”. Il riferimento, spiegano, è alla partecipazione diretta del sindaco Borrelli alla selezione pubblica del 2022, elemento che – secondo il decreto legislativo 165/2001 – contrasterebbe con il principio di indipendenza dei commissari, stabilito dall’articolo 35 della norma.


FdI dichiara di aver chiesto “l’annullamento dell’intero iter” e il coinvolgimento degli organi di controllo competenti “per verificare eventuali irregolarità”, respingendo al contempo le accuse di aver confuso l’attività politica con questioni personali. “Abbiamo posto una questione di legittimità amministrativa e politica – si legge nella nota – e abbiamo ricevuto solo attacchi personali, senza alcuna risposta di merito”.


Il circolo critica inoltre la scelta del sindaco di diffondere una lettera aperta della dipendente coinvolta proprio nella Giornata Internazionale della Donna: “Un gesto inopportuno – scrivono – che nulla toglie alla nostra volontà di vigilare su ogni comportamento che riterremo non corretto, senza lasciarci intimidire”.
Secondo Fratelli d’Italia, la decisione del sindaco di rivedere il provvedimento sarebbe “più un tentativo di rimediare all’errore che un segnale di maturità politica”.

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