I dati di Confartigianato: il territorio è terzo in Italia per incidenza di aziende guidate da donne e secondo per le imprese artigiane al femminile. In Abruzzo tre province nella top five nazionale
CHIETI – In provincia di Chieti il 27,8% delle imprese è guidato da donne. Un dato che colloca il territorio al terzo posto in Italia per incidenza dell’imprenditoria femminile sul totale delle attività economiche.
Il primato si rafforza nel comparto artigiano, dove il 23,6% delle imprese è a conduzione femminile: una quota nettamente superiore alla media nazionale che vale il secondo posto tra le province italiane.
È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Confartigianato Chieti su elaborazioni della confederazione nazionale basate su dati Unioncamere-Infocamere e Istat aggiornati alla fine del 2025.
Nel dettaglio, in provincia di Chieti le imprese femminili sono 11.992, di cui 1.760 artigiane.
In Abruzzo le imprese guidate da donne sono 35.965, pari al 25,2% del totale regionale, dato che colloca la regione al terzo posto in Italia (22,3% la media nazionale).
Per quanto riguarda l’artigianato, l’Abruzzo è al primo posto con il 22,7% di imprese artigiane femminili, contro il 17,7% della media italiana. Nella top five delle province figurano anche Pescara (23,2%) e Teramo (22,9%).
Negli ultimi anni è cresciuto anche il tasso di occupazione femminile. Nel Chietino, tra le donne di età compresa tra 20 e 64 anni, il tasso ha raggiunto i livelli più alti dal 2004: 54,8% nel 2023 e 53,7% nel 2024. Anche in Abruzzo si registrano valori record, pari al 55,9% nel 2023 e al 56,1% nel 2024.
«Chieti si distingue come una delle realtà più dinamiche, con una percentuale di imprese artigiane femminili superiore di quasi sei punti rispetto alla media nazionale», commenta Erika Liberati, presidente del movimento Donne Impresa di Confartigianato Chieti.
«I numeri dimostrano la capacità delle donne di costruire impresa, generare occupazione e innovare. È un patrimonio che va sostenuto con politiche mirate e strumenti adeguati», conclude Liberati.